Governo Meloni: cosa contiene il primo decreto legge

Governo Meloni: cosa contiene il primo decreto legge

Il governo Meloni ha fatto le prime scelte in materia di Giustizia, dal rinvio della riforma Cartabia all’ergastolo ostativo e il divieto dei rave party.

Ieri nel primo Cdm il governo Meloni è intervenuto in materia di Giustizia. Le prime decisioni della premier sono state quelle di rinviare a dicembre la riforma Cartabia e disciplinare l’ergastolo ostativo. L’entrata in vigore della riforma Cartabia non andrà oltre dicembre 2022 anche per rispettare i termini del Pnrr.

“Questo rinvio non ha nessun impatto negativo sul Pnrr, anzi. Avremmo corso il rischio, dando attuazione immediata alla riforma, che per l’incompatibilità con le risorse disponibili, fosse inapplicabile. In questi due mesi avremo la possibilità di capire meglio le problematiche e di intervenire per la loro soluzione» ha detto il ministro Nordio.

Anche la presidente Meloni ha rassicurato che non ci sono rischi. “Qualcuno ha detto che con questo rinvio al 30 dicembre rischiamo di far saltare una delle ‘milestone’ del Pnrr”, e che sono solo due mesi di rinvio “mantenendo i nostri impegni con l’Ue, offrendo ai nostri uffici giudiziari più tempo” per perfezionare la legge.

primo consiglio dei Ministri governo Meloni

Il governo salva l’ergastolo ostativo e vieta i rave party

L’altra questione sulla Giustizia riguarda l’ergastolo ostativo. Nonostante alcune resistenze da parte dei suoi alleati, Giorgia Meloni salva la misura che aveva ricevuto un monito dalla Corte Costituzionale ed entro l’8 novembre si doveva intervenire per evitare l’incostituzionalità perché la disciplina era “incompatibile” con i principi di uguaglianza e di funzione rieducativa della pena.

La norma precludeva la scarcerazione e la semilibertà per reati gravi come reati di particolare gravità, come mafia, terrorismo e pedopornografia. Il governo interviene sui requisiti per accedere a benefici carcerari, incluso il parere di giudici costituzionali e procuratore antimafia e antiterrorismo.

Il governo ha colto l’occasione del rave party di Modena che si è sgomberato senza problemi nella giornata di ieri, per intervenire anche riguardo questi raduni introducendo un nuovo reato. Si aggiunge al Codice penale l’articolo 434 bis contro i rave party. Il cosiddetto reato di “invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica”.

Questa nuova norma punisce l’occupazione con più di cinquanta persone un luogo pubblico o privato allo scopo di organizzare un raduno che possa mettere in pericolo l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica”. Gli organizzatori saranno puniti con la reclusione da tre a sei anni e una multa da 1000 a 10mila euro, per chi partecipa la pena è minore. In più è prevista la confisca delle cose destinate a commettere reati.

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