Il premier britannico perde pezzi ma non si dimette.

A Downing Street ieri è stata una sfilata di ministri e parlamentari che hanno chiesto al Prime Minister di dimettersi, sia per il bene del paese che per dignità. Dopo i vari scandali e le dimissioni dei due ministri, il governo di Boris Johnson ha iniziato a perdere pezzi: oltre 40 parlamentari lo hanno sfiduciato e abbandonato il governo. Sono pochi i fedelissimi che ormai lo sostengono a continuare questa battaglia ma lui è deciso: “Non mi dimetto” resiste il premier.

Questo governo è un danno enorme alla reputazione del Paese e del partito” ha detto a Repubblica il presidente della commissione difesa. Sono 43 i rappresentanti di gabinetto dimessi tra cui due ministri. Un quinto dell’esecutivo. Il governo di Boris Johnson è agli sgoccioli e se non è stato ieri il giorno delle dimissioni arriverà a breve. Un evento del genere non era mai accaduto prima nella storia della Gran Bretagna.

Boris Johnson
Boris Johnson

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Tutti contro Boris Johnson

Un crollo vertiginoso ripensando ai risultati conquistati due anni fa con una vittoria che non arrivava dagli anni ottanta. Ora ha tutta la Gran Bretagna contro, non solo il suo partito e il suo governo ma anche l’89% dei britannici chiede le sue dimissioni, tra questi sono soprattutto i conservatori che si ribellano a Johnson. Le feste in lockdown, il partygate come è stato nominato, le dichiarazioni di falso in Aula e l’aver coperto un molestatore sessuale hanno adombrato la sua reputazione fino a farla precipitare.

Proprio questa mattina il responsabile del dicastero per l’Irlanda del Nord, Brandon Lewis ha dichiarato che il governo di Boris Johnson si trova “oltre il punto di non ritorno”. Anche lui, come altri e gli altri due ministri dimessi ieri pensano che sia il partito conservatore che il paese si meritano di meglio del premier. Ma per il momento Johnson non sembra intenzionato a gettare la spugna.

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ultimo aggiornamento: 07-07-2022


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