Guerra tra governi: Conte accusa la Meloni di disporre poche risorse ai lavoratori mentre il M5s dava ben 100 euro al mese.

Secondo il Movimento 5 stelle, la manovra fiscale del nuovo esecutivo non rappresenta un reale sostegno per i lavoratori, a differenza di Giuseppe Conte che nel 2020 aveva aumentano di 100 euro la busta paga. A livello di risorse stanziate però, non c’è una sostanziale differenza tra le due misure: il bonus di Conte costa circa 5 miliardi l’anno, mentre per il taglio del cuneo fiscale il governo in carica ha stanziato oltre 4 miliardi di euro.

Conte Di Maio Salvini
Conte Di Maio Salvini

Il Movimento 5 stelle punta il dito contro la manovra dell’esecutivo Meloni, che avrebbe stanziato troppe poche risorse per ridurre le imposte ai lavoratori. Con il taglio del cuneo fiscale deciso in Consiglio dei ministri, gli stipendi aumenteranno di poco, da 6 a 11 euro mensili in più a seconda dei redditi, che variano su una scala di 10, 20 e 35mila euro annui. A suo tempo, il signor Conte invece avrebbe dato fino a 100 euro al mese agli italiani: è vero?

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

La manovra di Meloni

Nella legge di bilancio 2023 avremo un taglio sul cuneo fiscale che si appresta ad aumentare gli stipendi dei lavoratori italiani, anche se di poco. Nelle tasche degli italiani quindi ci sarà un aumento che andrà dai 20 ai 33 euro in più al mese.

Per la fascia di retribuzione annua di 10mila euro lordi, l’impatto complessivo sarà di un totale di 19,25 euro mensili e quindi 231 euro annuali. Chi invece arriva a guadagnarne 20mila, ne avrà all’incirca 33 in più al mese. Per chi ha uno stipendio lordo sopra i 20mila euro e fino a 35mila euro, non cambia nulla rispetto alla situazione attuale. Il taglio del cuneo fiscale ha prodotto un beneficio di circa 27 euro mensili per le retribuzioni di 25mila euro.

Oltre allo sgravio contributivo, il governo ha promesso anche di prorogare il taglio di due punti già varato lo scorso anno da Draghi per i redditi fino a 35mila euro e in scadenza a dicembre del 2022. L’esonero sarà del 2% per i redditi fino a 35mila euro lordi e del 3% per i redditi fino a 20mila euro lordi.

Il bonus del governo Conte

Facciamo un passo indietro per capire cosa accadeva con il governo Conte II. Il decreto varato nel 2020 dal governo Conte II estendeva il bonus Renzi anche ai redditi fino a 28mila euro, che avevano un limite di 26.600. L’importo inoltre aumentava da 80 a 100 euro. Era stata prevista anche una detrazione di circa 100 euro per i redditi di 27-28mila euro, che scendeva progressivamente fino ad arrivare a 80 euro per chi guadagnava 35mila fino ad azzerarsi a 40mila.

Quindi, chi era già percettore del bonus Renzi, guadagnò appena 20 euro al mese. La manovra dei 5 Stelle premiò soprattutto i redditi fino ai 35-36mila euro, ma deluse chi percepiva già il bonus Renzi che nei fatti si trovò solo con 20 euro in più in busta paga.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 25-11-2022


Meloni: “Pnrr va aggiornato insieme all’Ue”

Migranti, vertice Ue: “Soddisfatti per l’accordo”