Il Ministro dell’Economia Gualtieri in audizione alla Camera: “Nel decreto misure importati per le aziende”. Bellanova: “Regolarizzare irregolari”.

In audizione alla Camera, il ministro Gualtieri ha parlato del prossimo decreto annunciando misure importanti anche a sostegno delle imprese.

Intanto, per rilanciare l’economia dei campi la ministra Bellanova ha chiesto che venga inserita le regolarizzazione degli irregolari.

Decreto di maggio, Gualtieri in audizione alla Camera

“Nel decreto che stiamo completando ci saranno misure molto importanti a sostegno delle imprese anche sotto forma di contributi a fondo perduto a sostegno della capitalizzazione, degli investimenti e dell’innovazione”, ha dichiarato Gualtieri in audizione alla Camera.

“Mcc ci segnala 65.800 domande fra il 17 marzo e il 30 aprile, di cui 31.411 accolte, queste ultime hanno generato un importo di oltre 4,6 miliardi di finanziamento di cui 970 milioni per operazioni fino a 25.000 euro”.

Per quanto riguarda le domande di moratoria sui prestiti, Gualtieri ha fatto sapere che al 24 aprile “risultavano a 1,6 milioni per 177 miliardi di euro complessivi […]. Poco meno della metà delle domande venivano da imprese a fronte di prestiti per 120 miliardi, 880.000 domande risultavano da famiglie per prestiti complessivi di circa 54 miliardi, 50.000 domande hanno riguardato la sospensione delle rate sul mutuo prima casa (accesso al fondo Gasparrini) per un importo medio di circa 90.000 euro”.

Roberto Gualtieri

Bellanova, ‘Regolarizzare i lavoratori irregolari’

Secondo quanto riferito da la Repubblica, la ministra Bellanova ha chiesto al governo che nel prossimo decreto venga inserita la regolarizzazione degli irregolari.

“Braccianti irregolari che lavorano nei nostri campi. Donne che stanno nelle nostre famiglie come badanti e sono in nero. Chiedo che siano regolarizzati subito con permessi di soggiorno temporanei di sei mesi rinnovabili per altri sei mesi”.

“Abbiamo scoperto che lavoratori stranieri in Veneto per raccogliere l’uva venivano pagati 3 euro l’ora. Erano nelle mani di caporali che possono essere italiani o stranieri ma comunque rispondono alla criminalità. Non credo che ci sia molto altro da aspettare. Sappiamo che centinaia e centinaia di braccianti sono reclusi nei ghetti come topi. Non escono perché sarebbero subito individuati e sono sans papier. Il problema quindi è duplice: sanitario e di lavoro”.


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