A proposito della guerra in Iran, la Meloni ha parlato delle possibili conseguenze di un intervento ad Hormuz.
Dopo essere stata rappresentata come un paziente psichiatrico, la Meloni si è espressa su un argomento di stretta attualità. Ovvero la guerra in Iran, la quale si sta intensificando sempre di più col passare dei giorni. Ospite alla trasmissione “Quarta Repubblica” in onda su Rete 4, la Premier ha parlato del conflitto in Medio Oriente concentrandosi soprattutto sulla posizione dell’Italia. Parlando delle possibili conseguente di un ingresso a Hormuz, e dell’attuale priorità del governo verso questa guerra.

La Premier sulla guerra in Iran
La Premier si è espressa sulle possibili conseguenze di un intervento sullo Stretto di Hormuz: “Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso. Sullo Stretto di Hormuz, chiaramente è più impegnativo, perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento. Da una parte per noi è fondamentale la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. Intervenire significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento“.
Rivelando poi quale sia la massima priorità del governo, ovvero le basi militare italiane presenti sul Golfo: “Sono oggi ovviamente il primo problema principale del quale mi occupo. Sono il mio principale problema, chiaramente“.
Meloni sulla riduzione dei militari
Successivamente, la Meloni ha rimarcato l’importanza delle missioni italiane all’estero, malgrado la riduzione delle unità militari: “C’è un tema di monitoraggio, di attenzione verso i nostri militari che sono molti nell’area, particolarmente per quello che riguarda Erbil e il Kuwait, anche se i militari sono stati ridotti e sono rimasti quelli strettamente necessari a far camminare missioni che, dobbiamo ricordare, sono importanti, sono missioni contro il terrorismo, internazionali. Perché è molto importante secondo me la nostra solidarietà in questo momento e la nostra presenza per i Paesi del Golfo. Che sono nostri partner strategici e perché noi in quella zona, in quell’area abbiamo decine di migliaia di italiani“.