Salgono ancora le tensioni nell’ambito della guerra in Iran con la tregua tra Usa e Teheran ormai in scadenza. La situazione.
Usa e Iran continuano a sfidarsi sul controllo dello Stretto di Hormuz proprio mentre si avvicina la scadenza della tregua di 60 giorni concordata a giugno con il memorandum di Islamabad. Donald Trump ha annunciato a sorpresa che gli Stati Uniti avrebbero presto designato lo stretto come territorio statunitense, sostenendo che Teheran sarebbe stata sconfitta. La situazione, tuttavia, resta bloccata sia sul piano militare sia su quello diplomatico.

Guerra in Iran: scade la tregua, la situazione
Tra la scadenza della tregua in Iran e le provocazioni del presidente Usa, la risposta iraniana è arrivata rapidamente. Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri, ha definito le dichiarazioni americane fuori luogo e assurde, ribadendo che Hormuz appartiene all’Iran e che il suo controllo non può essere imposto attraverso dichiarazioni politiche o la presenza militare statunitense. Secondo Teheran, il passaggio resterà chiuso e verrà riaperto soltanto su decisione iraniana.
Tra Hormuz e la taglia sui soldati americani
A inasprire ulteriormente il confronto è stata anche la decisione del comandante dell’esercito iraniano, Amir Hatami, di fissare una ricompensa, una taglia, di 30.000 dollari per chiunque catturi o uccida un soldato americano. Parallelamente, Teheran continua a utilizzare il blocco dello stretto come strumento di pressione sugli Stati Uniti, mentre Washington mantiene il blocco navale dei porti iraniani con l’obiettivo di colpire l’economia del Paese.
Il Parlamento iraniano si prepara inoltre a esaminare provvedimenti sulla sicurezza e sullo sviluppo di Hormuz e del Golfo Persico, oltre a norme contro le ingerenze straniere che vieterebbero il transito alle navi con carichi appartenenti a Stati Uniti, Israele e Paesi considerati ostili.
Sul fronte americano, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha annunciato nuove pesanti misure economiche contro Teheran. Intanto, i mediatori tentano di prorogare la tregua, ma un accordo appare difficile. Anche le divisioni interne iraniane complicano i negoziati. Per la Casa Bianca, il punto decisivo resta uno: capire se Teheran sia realmente disposta a tornare al tavolo delle trattative.