I missili russi hanno distrutto – tra le altre cose – un’importante infrastruttura a Cherkasy, che ha isolato parte della regione.

Continuano i bombardamenti lungo tutto il territorio ucraino, da parte delle truppe russe. Le sirene antiaereo risuonano per tutta l’Ucraina, in seguito ai missili lanciati da Mosca. Colpite diverse infrastrutture: tra queste, anche le centrali idroelettriche di Zaporizhzhia di Kremenchuh.

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Parte di Kiev è “tagliata fuori”

Secondo quanto appreso, in seguito ai bombardamenti “parte della capitale è tagliata fuori”. I bombardamenti sono avvenuti nella mattinata di oggi, lunedì 30 ottobre. L’attacco ha coinvolto l’intero territorio ucraino. Le forze armate russe hanno dato il via ai bombardamenti alle 7:30 del mattino, dando vita ad una vera e propria “pioggia di fuoco”.

Colpite le regioni di Zhytomyr, Vinnitsa, Cherkasy, Chernivtsi, Kharkiv, Kirovograd, Nikolaev, Odessa, Poltava, ed anche la capitale Kiev. Secondo quanto riferito dall’amministrazione militare della città su Telegram, le difese stanno lavorando efficientemente.

I missili russi hanno distrutto un’importante infrastruttura a Cherkasy, che ha isolato parte della regione. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale Ihor Taburets. Anche il sindaco di Kharkiv, Igor Terekhov, ha annunciato che si sono verificati diversi attacchi alle infrastrutture nella città.

L’attacco alle centrali idroelettriche

A causa degli attacchi delle truppe russe, Kiev si trova senza luce e acqua, in quanto sarebbero state prese di mira due dighe. I missili hanno inoltre colpito le centrali idroelettriche situate a Zaporizhzhya e di Kremenchuh.

Il sindaco di Kiev Vitaliy Klitschko: “A seguito degli attacchi aerei alle infrastrutture, parte della capitale è stata tagliata fuori. Non c’è approvvigionamento idrico in alcune zone, né elettricità. Tutti gli altri servizi funzionano”.

Missili Guerra

In questa situazione il ministero degli Esteri ucraino a Kiev ha dichiarato che la Russia deve ritirare tutte le sue truppe dal suolo russo prima che l’Ucraina si sieda per i negoziati con il Cremlino. “L’unica proposta realistica sarebbe la fine immediata della guerra russa contro l’Ucraina e il ritiro delle forze armate russe dal territorio ucraino”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero Oleh Nikolenko.

E prosegue: “Chi cerca davvero i negoziati non distrugge il sistema energetico del Paese per congelare la sua popolazione in inverno, non partecipa all’uccisione di massa di civili, non bombarda i quartieri residenziali, non annuncia la mobilitazione di migliaia di soldati, non blocca il grano e i rifornimenti, non emette ultimatum. La dichiarazione di Lavrov di preparazione ai negoziati non è altro che un’altra cortina di fumo per guadagnare tempo mentre l’esercito russo subisce sconfitte. Finché la Russia continuerà a commettere crimini in Ucraina, la risposta deve essere una, sul campo di battaglia”.

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Guerra in Ucraina

ultimo aggiornamento: 31-10-2022


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