Restano dubbi sulla mancata zona rossa a Nembro e Alzano. Le ricostruzioni di Conte, i verbali del Comitato Tecnico Scientifico e i Dpcm.

I verbali del Comitato Tecnico Scientifico riaccendono le polemiche intorno alla mancata istituzione della zona rossa a Nembro e Alzano, un caso finito nel mirino degli inquirenti, intenzionati a fare luce su una pagina scura dell’emergenza coronavirus. Anche perché parliamo di una pagina-chiave dell’emergenza.

Secondo alcuni, infatti, una chiusura tempestiva della Bergamasca avrebbe notevolmente ridotto il numero di contagi e vittime nel Nord Italia. Un discorso che in linea teorica sembra non fare una piega. Ma non possiamo neanche ignorare i dati che mostrano come il coronavirus fosse in Italia ben prima che le autorità competenti se ne rendessero conto. Proviamo a superare la logica delle supposizioni e ragioniamo sui dati di fatto e, per quanto possibile, sui documenti.

La zona della Val Seriana andava chiusa, come indicato dagli esperti del Comitato Tecnico Scientifico nel verbale del 3 marzo. La chiusura non sarà tempestiva, e come abbiamo imparato in questi mesi con il Coronavirus il tempismo è tutto. Ma perché non si è proceduto con la chiusura?

“Che senso aveva decidere la zona rossa soltanto per Nembro e Alzano?”

In occasione della conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio dei Ministri del 7 agosto, il premier Conte ha dovuto rispondere inevitabilmente anche a una domanda sul caso della mancata zona rossa a Nembro e Alzano.

La ricostruzione dovrebbe essere quella fornita anche agli inquirenti. Il Presidente del Consiglio avrebbe preso visione del parere del Cts solo in data 5 marzo, due giorni dopo il verbale degli esperti. Quindi solo il 5 marzo ci sarebbe stato un confronto tra il Premier e il Professor Brusaferro. le valutazioni vengono poi trasmesse al ministro Speranza, che intanto si trovava a Bruxelles. Il 6 marzo, a tre giorni dal verbale incriminato, il Comitato Tecnico Scientifico suggerirebbe di adottare misure più stringenti. Si arriva così alle 2 di notte del 7 marzo, quando il premier Conte ha varato il Dpcm che disponeva la chiusura di tutta la Lombardia. Dpcm che diventa operativo di fatto l’8 marzo, a cinque giorni di distanza dalla segnalazione del Cts.

Giuseppe Conte
16/05/2020 Roma – conferenza stampa Presidente del Consiglio dei Ministri / foto Alessandro Serrano’/Pool/Insidefoto/Image nella foto: Giuseppe Conte

I dubbi sulla mancata zona rossa e le ricostruzioni di Conte

Ci sono comunque diversi punti interrogativi ancora senza una risposta quantomeno chiara. Per quale motivo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha visto il verbale del Comitato Tecnico Scientifico del 3 marzo? Per quale motivo duecento uomini tra carabinieri, poliziotti e finanzieri il 5 marzo raggiungono i confini di quella che doveva essere la zona rossa ma nessuno ordina la chiusura della zona in questione?

Conte al Fatto Quotidiano (2 Aprile 2020): “La sera del 3 marzo il Cts propone per la prima volta la possibilità di una nuova zona rossa per Alzano Lombardo e Nembro”

Non è tutto. Conte afferma di non aver preso visione del documento del Cts, ma anche raccogliendo le dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane sembra evidente che fosse a conoscenza almeno del contenuto di quel documento.

Una conferma arriva da una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano.

Mi permetta di ricostruire cronologicamente i passaggi. La sera del 3 marzo il Comitato tecnico scientifico propone per la prima volta la possibilità di una nuova zona rossa per i comuni di Alzano Lombardo e Nembro. Ormai vi erano chiari segnali di un contagio diffuso in vari altri comuni lombardi, anche a Bergamo, a Cremona, a Brescia. Una situazione ben diversa da quella che ci aveva portato a cinturare i comuni della Bassa Lodigiana e Vo’ Euganeo. Chiedo così agli esperti di formulare un parere più articolato: mi arriva la sera del 5 marzo e conferma l’opportunità di una cintura rossa per Alzano e Nembro. Il 6 marzo, con la Protezione civile, decidiamo di imporre la zona rossa a tutta la Lombardia. Il 7 marzo arriva il decreto. La Regione Lombardia, come tutte le altre, non è mai stata esautorata dalla possibilità di adottare ordinanze proprie, anche più restrittive, secondo la legge 833/1978. Peraltro la Lombardia, quando ha voluto introdurre misure più restrittive, lo ha fatto. Anche Lazio e Calabria hanno disposto altre zone rosse”.

L’intervista integrale è stata riportata sul sito di Palazzo Chigi.

In base a queste dichiarazioni sembrerebbe che Conte fosse a conoscenza del documento e quindi delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico, ma che alla luce dei dati abbia chiesto un ulteriore approfondimento, arrivato alla sera del 5 marzo. Approfondimento che porterà il premier a stabilire la chiusura di tutta la Lombardia con un decreto datato 7 marzo.

Va detto per correttezza che con ogni probabilità al 2 aprile il Presidente del Consiglio, in modo legittimo, non riteneva di dover specificare nel dettaglio come e quando ha visionato il verbale in questione. La sua era evidentemente una ricostruzione generale che ricostruiva l’azione di governo e non la sua personale. Probabilmente.

Giuseppe Conte
Roma 20/06/2018 – Il Presidente del Consiglio dei Ministri incontra il Presidente del Consiglio Europeo / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Giuseppe Conte

Conte in conferenza stampa (7 agosto 2020): “Vengo a conoscenza del verbale il giorno 5”

C’è una differenza sostanziale, rispetto alla versione secondo cui il premier sarebbe venuto a conoscenza del verbale del Comitato Tecnico Scientifico solo in data 5 marzo.

Il governo si è assunto sempre la responsabilità politica delle proprie decisioni […] ritenendo di non dover delegare ad altri, gli scienziati, le proprie decisioni […]. Le nostre valutazioni sono sempre state valutazioni complesse […] muovendo dalle considerazioni degli esperti. Del verbale del 3 marzo ne sono venuto a conoscenza nel giorno 5 […], quello che ho detto agli inquirenti non lo posso riferire […]. Vengo a conoscenza del verbale il giorno 5 e a margine del Cdm facciamo una valutazione sull’adottare una cintura rossa nella zona. A quel punto maturiamo la convinzione che sia opportuna una interlocuzione con il Cts […]. Non eravamo più nella situazione originaria […]. Il professor Brusaferro la sera del giorno 5 elabora un parere, lo manda al Ministro dela Salute che a notte inoltrata lo manda anche a me. A notte inoltrata ci confrontiamo […]. Avevamo predisposto per la zona rossa ma avevamo un dubbio. In una situazione compromessa che senso ha una cintura rossa solo per Alzano e Nembro? All’indomani pongo questa questione al Cts […]. Loro in base ai dati rivedono le proprie valutazioni e ritengono opportune misure più restrittive. La nuova valutazione del Cts è del 7. Io alle 2 di notte firmo il nuovo Dpcm. Zona rossa per tutta la Lomardia”.

Di seguito il video della conferenza stampa del premier Conte.

Il Corriere della Sera mette altra carne sul fuoco riportando uno stralcio di interrogatorio pubblicato nel libro Come nasce un’epidemia nel quale il Premier avrebbe dichiarato di non aver mai visto il documento.

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ultimo aggiornamento: 09-08-2020


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