Secondo quanto stabilito dalla Corte, l’ospedale è tenuto a staccare la spina del macchinario che tiene in vita Archie, un 12enne in coma.

Archie Batterbee è il dodicenne di Southend, nell’Essex, in Inghilterra, ritrovato dai suoi genitori in stato di incoscienza, nella loro casa. Il giovane 12enne aveva una corda al collo e si trovava in cima ad una rampa di scale.  

Secondo le indagini, si sarebbe trattato di un incidente domestico. Una delle ipotesi è che il giovane possa aver accettato una delle tante sfide di cui è pieno il web. Subito dopo l’accaduto, Archie è stato trasportato d’urgenza al Royal London Hospital, ma fin dall’inizio era chiaro che le sue condizioni fossero gravi. 

Difatti, l’attività cerebrale del giovane adolescente, era ridotta al minimo. Per questo motivo, il personale medico ha collegato Archie ad un sistema di ventilazione artificiale. Da quel momento, il ragazzo non ha più ripreso conoscenza. 

Dopo diverso tempo, il Royal Hospital, come già era accaduto in situazioni analoghe, si è rivolto alla Corte di giustizia. Analizzato il caso, i giudici, in base al criterio del child best interest, ha autorizzato l’ospedale a staccare il giovane dalla respirazione artificiale, in quanto le speranze di guarigione della vittima sarebbero nulle. 

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Il ricorso dei genitori

In tutto questo, i genitori del giovane hanno fatto ricorso contro la decisione di interrompere i trattamenti, ma hanno perso. Ma non è tutto: in attesa della sentenza della Corte d’appello di Londra, il padre del ragazzo, Paul Battersbee, è stato colpito da un probabile infarto o da un ictus. Attualemtne l’uomo si trova ricoverato in gravi condizioni. 

Ospedale

Nella sentenza, il giovane 12enne è «morto a mezzogiorno del 31 maggio 2022, poco dopo la risonanza magnetica eseguita quel giorno. La cessazione irreversibile della funzione del tronco cerebrale è definitiva. Autorizzo i professionisti medici del Royal London Hospital a cessare la ventilazione meccanica ad Archie Battersbee; a estubarlo; a interrompere la somministrazione di farmaci e non tentare alcuna rianimazione cardio o polmonare quando cessa la gittata cardiaca o cessa lo sforzo respiratorio».  

E continua: «Se Archie rimane in ventilazione meccanica, il probabile esito per lui è la morte improvvisa e le prospettive di guarigione sono nulle. Non prova alcun piacere a rimanere in vita e il suo danno cerebrale è irrecuperabile. La sua situazione non migliorerà». 

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ultimo aggiornamento: 26-07-2022


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