I tifosi vogliono Gennaro Gattuso, la dirigenza si muove

Gennaro Gattuso mette d’accordo tutti: i pro superano i contro, vale la pena scommettere.

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Meriti o demeriti, errori o non errori, il dato di fatto – e il problema di fondo – è uno: Vincenzo Montella ha perso la fiducia e il sostegno della tifoseria. La squadra no, ma il tecnico sì. Troppi gli incidenti di percorso dall’inizio di questa stagione, troppe le rassicurazioni non mantenute, troppe le prestazioni incolori della squadra. Perdere la stagione per perdere la stagione, tanto vale cambiare e tentare il tutto per tutto. Impossibile portare a Milano allenatori di prima fascia a stagione in corso, tanto vale puntare su Gennaro Gattuso, un guerriero, uno che urla e si sbatte, uno che i colori rossoneri li ha amati e vissuti. Questo non significa che Montella sia insensibile alla causa Milan, questo significa che Ringhio è legato al club da un sentimento di gratitudine e profonda riconoscenza.

Gennaro Gattuso un rischio incalcolabile

È indubbio che affidare la squadra a Gennaro Gattuso rappresenti un rischio incalcolabile per la società. Il tecnico potrebbe stupire e trascinare i rossoneri in zona Champions, come accaduto più di una volta all’estero, dove allenatori di primo pelo hanno scritto la storia, oppure potrebbe fallire come accaduto a Inzaghi e Brocchi, tanto per rimanere in casa nostra e limitarci alla storia molto recente.

… ma da correre

L’impressione però è che il rischio Gattuso sia da polvere. Un allenatore non voluto dalla tifoseria calamita critiche sulla squadra aprendo un circolo vizioso difficile da spezzare. Il clima è teso e la squadra non sa se giocare per vincere, per provare a divertire o provare a divertirsi. Al momento non riesce bene nessuna delle tre cose. Le alternative più concrete sono Paulo Sousa Walter Mazzarri, due che di esperienza ne hanno ma piacciono poco e non rappresentano una svolta. Almeno sulla carta. Difficile poi convincere uno dei due a prendere possesso della panchina del Milan fino a fine stagione per poi lasciare qualora dovesse arrivare un regalo dalla Premier (Antonio Conte). Sì, decisamente meglio Ringhio, e magari l’esperienza la compenserà con gli attributi e la grinta.