L’igiene orale è l’insieme delle pratiche di pulizia che riguardano la cavità della bocca.

I trattamenti più frequenti sono quelli che si possono eseguire personalmente su base quotidiana come, ad esempio, lavare i denti, passare il filo e sciacquare la bocca con il collutorio. A queste ‘buone abitudini’ si aggiungono gli interventi professionali, ossia quelli che possono essere eseguiti a scadenze periodiche da un odontoiatra o un igienista dentale.

Una corretta igiene orale serve innanzitutto ad eliminare i residui di cibo che possono restare incastrati tra i denti o nelle intercapedini tra le arcate dentarie e le gengive. In tal modo, si previene la formazione di flora batterica e tartaro che, con il passare del tempo, danneggiano la struttura dei denti e delle stesse gengive, provocando, tra le altre, carie e sanguinamento gengivale.

Da ciò è facile intuire quanto coltivare l’igiene orale sia importante, soprattutto durante l’età dello sviluppo (specie il periodo pre adolescenziale), caratterizzato dal ricambio della dentatura.

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Igiene orale: i dati 2021 sui bambini dodicenni

Secondo un’indagine condotta all’inizio dello scorso anno dalla SIOI (Società Italiana di Odontoiatria Infantile), dal titolo “Severità della carie e disuguaglianze socioeconomiche: dati dell’Indagine Epidemiologica Nazionale nei bambini di 12 anni”, i problemi dentali e gengivali sono piuttosto diffusi tra i bambini di dodici anni.

La ricerca è stata condotta su un campione di 7.064 bambini (48,97% maschi e 51,03% femmine) che, come si legge nel report, sono stati sottoposti a visita in ambiente scolastico; contestualmente, è stato registrato l’indice ICDAS (International Caries Detection and Assessment System) e il sanguinamento gengivale.

Dai rilievi effettuati, è emerso che solo “il 30,45% dei bambini era caries free (punteggio ICDAS 0), il 32,05% delle femmine e il 29,62% dei maschi (p = 0,08)”. Nello specifico, le percentuali di soggetti privi di carie erano: 30,71% nel Nord-Ovest, 32,02% nel Nord-Est, 30,17% nel Centro, 28,82% al Sud e 0,52% nell’Italia insulare. Nonostante i dati ISTAT siano piuttosto uniformi, la SIOI osserva che “una differenza più marcata è stata osservata tra i bambini che vivono nel Sud rispetto a quelli che vivono nel Nord-Est”.

In aggiunta, si legge ancora nel report statistico, “quasi un quarto del campione (24,25%) presentava sanguinamento gengivale” mentre il rischio di lesioni cariose è risultato più elevato nei bambini che vivono nelle regioni del Centro Sud.

Come coltivare l’igiene orale

Per attuare una corretta igiene orale, è fondamentale scegliere prodotti e accessori adeguati. Il più importante è certamente lo spazzolino; i modelli migliori sono quelli che hanno la testina ricoperta di ciuffi di fibre distinti. Per quanto riguarda il corretto utilizzo, il consiglio è quello di evitare lo strofinamento in orizzontale, forte e vigoroso; piuttosto, la dentatura va spazzolata in verticale, lungo la perpendicolare delle gengive. In questo modo, la placca non viene spostata da un dente all’altro ma rimossa con maggiore efficacia. Questo accorgimento è valido sia se si usa uno spazzolino manuale sia se si adopera uno elettronico.

Un spazzolino di qualità, però, da solo non basta. La corretta pulizia dei denti passa anche attraverso l’uso di un buon dentifricio. La scelta, in tal senso, è estremamente vasta: basta consultare il catalogo dei prodotti per l’igiene di una farmacia online come anticafarmaciaorlandi.it per valutare quale prodotto scegliere per sé e magari per il proprio bambino.

Gli altri accessori indispensabili per una corretta igiene orale sono:

  • il puliscilingua, da utilizzare per rimuovere residui e microrganismi dal dorso della lingua;
  • il filo interdentale, indispensabile per togliere la placca che si forma negli spazi interdentali, spesso difficili da raggiungere con il solo spazzolino.

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ultimo aggiornamento: 25-05-2022


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