Il bacio del Principe Azzurro a Biancaneve finisce sotto accusa: “Non era consensuale”. E c’è chi suggerisce un finale diverso.

Incredibile ma vero, anche il bacio del Principe Azzurro a Biancaneve finisce sotto accusa in quanto non è consensuale. Si tratta ovviamente di una provocazione che arriva dalle colonne del San Francisco Gate.

Il bacio del Principe Azzurro a Biancaneve finisce sotto accusa: “Non era consensuale”

In un articolo dedicato alla riapertura del parco di Anaheim, in California, si parla anche del bacio più famoso del mondo Disney e non solo: quello del Principe Azzurro a Biancaneve.

Con quel bacio magico e carico di amore, il bel Principe rompe l’incantesimo della strega cattiva sulla bella Biancaneve. Il bacio sarebbe passato alla storia come il bacio del vero amore, poi ripreso anche in altre storie.

Ora, secondo quanto scritto nell’articolo, ci sarebbe un problema di fondo. Non indifferente, alla luce delle polemiche delle ultime settimane e degli ultimi mesi. Il bacio non è consenziente. Biancaneve dorme, quindi non ha libertà di scelta.

Biancaneve
Fonte foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Biancaneve

Le critiche alla Disney

Non solo. La Disney viene anche criticata per l’importanza che ha sempre dato a questo bacio, trasformandolo in un simbolo. Secondo i critici la Disney, che si rivolge ai bambini e in qualche modo svolge una funzione educativa o almeno costruttiva, deve insegnare ai bambini che il bacio va bene solo se due persone sono d’accordo e deve scoraggiare l’iniziativa individuale dell’uomo nei confronti della donna soprattutto se questa non ha possibilità di replicare, reagire o sottrarsi.

Un finale diverso per Biancaneve?

Oltre alla critica c’è anche un suggerimento rivolto alla Disney, ossia quello di studiare un finale alternativo, in quanto quello attuale garantisce certo il lieto fine che serve alla storia ma non è certo costruttivo. Anzi, veicolerebbe un messaggio negativo.


Processo per la morte di George Floyd, Chauvin ricorre in appello

Covid, il farmaco che riduce la mortalità nei pazienti con polmonite severa