Nel secondo turno della Coppa Campioni 1988/89, i rossoneri affrontano i temibili slavi della Stella Rossa. Nella gara di ritorno, la nebbia di Belgrado salva il Milan da una eliminazione quasi incontrovertibile. E il giorno dopo…

La nebbia di Belgrado“, nella storia del calcio, significa solo una cosa: stadio Marakana, ritorno del secondo turno di Coppa dei Campioni nella stagione 1988/89. In campo, la Stella Rossa e il Milan. Da una parte, la compagine campione della Jugoslavia con un undici talentuoso in cui spiccano Stojkovic e Savicevic; dall’altra, la squadra tricolore di Sacchi con i tre olandesi quali punte di diamante di un undici imbottito di campioni. Nel turno precedente, la Stella Rossa impone l’1-1 ai rossoneri: a inizio ripresa, è proprio Stojkovic a portare avanti i biancorossi prima della replica immediata di Virdis.

La nebbia di Belgrado cambia il corso della storia

Il 9 novembre 1988 il Milan che punta a salire in cima all’Europa e al Mondo è nella capitale jugoslava, in un gelido pomeriggio balcanico. Il clima è ostile e travalica l’aspetto sportivo: dalle colline che circondano lo stadio, durante la rifinitura, echeggiano raffiche di colpi d’arma da fuoco a dir poco intimidatorie. Tra i capi ultras della Stella Rossa c’è un certo Zeljko Raznatovic, negli anni successivi tristemente noto come Arkan. Nella truppa di Sacchi c’è anche Gullit, nonostante un ginocchio malandato. Il fraseggio degli slavi e un terreno di gioco in pessime condizioni mettono in difficoltà i campioni d’Italia. All’inizio del secondo tempo, scende su un Marakana gremito una foschia molto fitta. Al 50′ Savicevic riceve palla e scaglia in rete un sinistro che batte Galli ma che in pochi riescono a vedere. Nel frattempo, Virdis viene espulso anche se dalla panchina rossonera non si accorgono di niente. La nebbia di Belgrado è talmente intensa che l’arbitro tedesco Pauly decide di sospendere la gara.

Fino alla lotteria dei rigori

La Uefa decide così di far rigiocare Stella Rossa-Milan il giorno seguente all’ora di pranzo, dall’inizio e dallo 0-0. In pratica (erano quelle le norme all’epoca, ndr), la gara della sera precedente non contava nulla, a parte i provvedimenti disciplinari: e così, rossoneri senza Virdis (espulso) e Ancelotti (ammonito e diffidato). Il Milan passa con un colpo di testa di Van Basten ma la Stella Rossa pareggia con il solito Stojkovic. A Mannari non viene convalidato un gol con il pallone entrato di oltre un metro. Donadoni subisce un fallo “assassino” che fa temere per la vita del giocatore. Entra Gullit ma l’1-1 non cambia. Ai calci di rigore, Galli stoppa Savicevic e Mrkela mentre Rijkaard segna il pallone della qualificazione. Il resto della storia e del palmares è noto…

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ultimo aggiornamento: 21-06-2017


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