A trent’anni di distanza dalla prima volta torna in prima pagina l’ipotesi di realizzare un ponte sullo stretto di Messina. Solo che nel 2020 si parla di tunnel, come nell’Ottocento….

Le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte riaprono le riflessioni sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, un progetto che divide l’Italia da quasi tre decenni. E anche il progetto di costruire una struttura sottomarina, un tunnel, non è nuovo, anzi.

Il Ponte sullo Stretto di Messina, una storia aperta da trent’anni

Unire la Sicilia alla Penisola con un ponte è un’idea che nasce di fatto nei primi anni del Duemila, per parlare di storia recente, ma se andassimo indietro nella storia troveremmo progetti ambiziosi vecchi addirittura di secoli.

Si passa dalle parole ai fatti nel 2002, sotto il terzo governo Berlusconi. La Impreglio si aggiudica la gara come general contractor e la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina sembra destinato a diventare realtà anche in tempi relativamente brevi. E invece nel 2006 cambia governo e il progetto finisce nel dimenticatoio. Dopo alti e bassi e una serie di discussioni, si torna a parlare del Ponte nel 2016, con Matteo Renzi. Sarà Danilo Toninelli a stoppare nuovamente il progetto che torna nuovamente alla ribalta nel 2020, sotto la spinta ancora di Renzi e il sostegno del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Silvio Berlusconi
An Milano 09/05/2014 – arrivo di Silvio Berlusconi alla Fondazione Sacra Famiglia per lo svolgimento dei servizi sociali stabiliti dal Tribunale / fotoAndrea Ninni/Image nella foto: Silvio Berlusconi

L’ipotesi del tunnel sottomarino

Proprio nel 2020 il premier Conte rovescia il paradigma e l’idea del ponte presentando l’ipotesi sottomarina parlando di un progetto all’avanguardia. Un tunnel al posto di un ponte, di fatto. “Un miracolo di ingegneria“, sostiene il Presidente del Consiglio senza troppi giri di parole. Solo parole al vento o siamo di fronte a un qualcosa di ipotizzabile?

Esiste un progetto per la realizzazione di un tunnel che possa unire le estremità terrene dello Stretto di Messina ed è un progetto recente, datato 2017 e firmato dall’ingegnere Giovanni Saccà, che sarebbe andato addirittura a ricordare il piano di Carlo Navone, ipotizzato addirittura nel 1870. L’idea, già all’epoca, era quella di unire la Sicilia all’Italia peninsulare con un visionario – per l’epoca almeno – tunnel sottomarino tra Villa San Giovanni e Ganzirri.

Nella zona indicata ci sarebbero i presupposti geografici e morfologici per la realizzazione di un tunnel sottomarino, nel 2020 decisamente meno fantascientifico rispetto alle ipotesi avanzate nell’Ottocento. Sarà la volta buona o ne riparleremo tra qualche decennio?

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ultimo aggiornamento: 12-08-2020


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