Tre soggetti sono stati fermati per l’incidente della funivia del Mottarone. Tra questi c’è anche il gestore dell’impianto. Il freno sarebbe stato manomesso.

Nella notte tra il 25 e il 25 maggio le autorità hanno fermato tre persone per l’incidente della funivia del Mottarone. Tra i tre c’è anche il gestore dell’impianto. Le persone fermate devono rispondere dell0accusa di rimozione od omissione dolosa di cautele.

Vigili del Fuoco
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Incidente Funivia Mottarone, il forchettone e il freno disattivato

I fermi sono scattati dopo che gli inquirenti hanno individuato il forchettone, ossia il dispositivo utilizzato per tenere aperti i freni. Secondo le ipotesi degli inquirenti, il forchettone non era stato dimenticato. Era stato appositamente lasciato installato per evitare di fermare l’impianto per un problema che durava più di un mese. Questa almeno è l’ipotesi degli inquirenti.

Carabinieri
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Cos’è il forchettone

Il forchettone serve per tenere aperte le morse dei freni di emergenza. Viene installato solitamente durante i lavori di manutenzione o quando l’impianto è fermo. Il forchettone che disattiva il freno d’emergenza deve essere rimosso alla riapertura dell’impianto, anche per i giri di prova senza persone a bordo delle cabine della funivia.

Freno manomesso, tre fermi per l’incidente della funivia sul Mottarone

Al termine della prima serie di interrogatori, gli inquirenti hanno fermato Luigi Nerini, il titolare dell’impresa che gestisce la funivia, il direttore Enrico Perocchio e il capo servizio Gabriele Tadini.

“Abbiamo potuto accertare dai reperti analizzati in questi due giorni e in particolare dall’analisi dei reperti fotografici che la cabina precipitata presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso, cioè non era stato rimosso o meglio era stato apposto il forchettone che tiene distante le ganasce dei freni che dovrebbe dovuto bloccare il cavo in caso di rottura del cavo“, ha fatto sapere il Procuratore di Verbania che segue le indagini sul drammatico incidente della funivia.

Secondo gli inquirenti, i soggetti erano consapevoli dei problemi all’impianto. Avrebbero dovuto fermarlo, invece hanno preferito ignorare le segnalazioni della centralina sull’anomalia al sistema frenante. Mettendo così a rischio la vita delle persone. Fino al drammatico incidente.

Carabinieri

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L’anomalia e il freno di emergenza disattivato

Sembra che quella di inserire il forchettone per disattivare il freno di emergenza fosse una scelta fatta consapevolmente per aggirare un problema che era emerso sin dalla riapertura dell’impianto. Sostanzialmente la centralina comunicava dei problemi sui freni. La segnalazione non era stata ignorata, anzi, erano stati fatti interventi di manutenzione. Ma il problema non era stato risolto. La cabina continua a fermarsi e l’impianto spesso doveva sospendere il servizio. Da qui la soluzione al problema. Installare il forchettone per evitare che il freno di emergenza entrasse in funzione.

L’ipotesi della Procura

Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, riportato dal Corriere della Sera, Tadini ha inserito il forchettone per dei rumori anomali della cabina. E all’uomo potrebbe essere contestata anche l’accusa di falso per aver annotato un qualcosa di non vero sul libro giornale.

L’udienza davanti al Gip: Tadini ai domiciliari, liberi gli altri due

In seguito alle udienze del 29 maggio, il Gip ha disposto il trasferimento ai domiciliari per Tadini e la liberazione degli altri due soggetti indagati e che erano stati fermati. Inoltre il Gip ha comunicato che contro Nerini e Perocchio non sono emersi indizi.

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ultimo aggiornamento: 28-05-2021


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