Incidente funivia Mottarone, la mattina della tragedia il tecnico avrebbe sentito un rumore sospetto e avrebbe deciso di disattivare il freno con il forchettone.

Proseguono le indagini sull’incidente della funivia del Mottarone ed emergono nuovi dettagli al vaglio degli inquirenti, che dovranno poi formalizzare le accuse a carico dei soggetti fermati.

Incidente funivia Mottarone, un rumore ‘sospetto’ la mattina dell’incidente

Il responsabile dell’impianto, Gabriele Tadini, ha raccontato agli inquirenti di aver aperto l’impianto intorno alle nove del mattino e come di consueto ha fatto partire le cabine per un giro di prova.

Vede il forchettone installato sulla cabina che si trovava nella stazione sul monte e sente un rumore. Si ipotizza che si tratti di un rumore legato ad un problema all’impianto frenante, probabilmente una perdita di pressione. La centralina individua un problema forse legato alla bassa pressione dell’olio e prova a bloccare la cabina. Si decide di lasciare il forchettone. Una scelta assunta per evitare che il sistema bloccasse la cabina durante l’orario di servizio costringendo l’impianto a sospendere l’attività. Meno corse, meno clienti, meno soldi.

In un primo momento era emerso che lo stesso problema era emerso anche nella giornata del 22 maggio, e che la decisione era stata la stessa: far viaggiare l’impianto disattivando il freno di emergenza.

Vigili del Fuoco
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Erano abituali le corse con il freno di emergenza disattivato: le responsabilità

Ora, dal punto di vista investigativo, è importante chiarire un aspetto: chi aveva deciso di bloccare il freno di emergenza e chi era a conoscenza di questa pratica. In un primo momento Tadini, il responsabile dell’impianto, si era assunto tutte le responsabilità facendo sapere di aver deciso da solo e di non aver avvisato nessuno della sua decisione. Inoltre avrebbe annotato anche il falso nel registro annotando il corretto funzionamento dell’impianto frenante. E per questo motivo è indagato anche per falso, in quanto il registro è un documento ufficiale verificato anche da un organismo preposto del Ministero delle Infrastrutture.

Lo stesso Tadini cambia poi versione dei fatti dichiarando che il forchettone era inserito in modo “pressoché abituale” dal momento della riapertura dell’impianto. Quindi da fine aprile. Inoltre Tadini riferisce di aver condiviso la decisione con l’ingegner Perocchio e con Nerini, i quali lo avrebbero invitato a non fermare la funivia per lunghi lavori di manutenzione per evitare un ingente danno economico.

La rottura della fune di traino

Della dinamica dell’incidente resta da chiarire solo un punto: la rottura della fune traente. I tecnici devono ricostruire le cause della rottura della fune ma la certezza degli investigatori è che la sola rottura del cavo non avrebbe causato la tragedia che si è verificata. L’attivazione del freno di emergenza, che invece era stato consapevolmente disattivato, avrebbe evitato che la cabina precipitasse nel vuoto.

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ultimo aggiornamento: 29-05-2021


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