Pubblicata l’indagine dell’Iss sulla variante Delta. La mutazione ha superato il 20 per cento dei casi.

ROMA – L’indagine dell’Iss sulla variante Delta è stato pubblicato. Come si legge nel documento dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia continua ad essere prevalente la variante Alfa (57,8%) anche se in calo rispetto al rapporto di maggio (88,1%). In crescita, invece, la mutazione individuata in India. Attualmente ha una prevalenza del 22,7%, ma i numeri sono in crescita e presto potrebbe diventare prevalente nel nostro Paese. Arrivati ai primi di luglio, la variante Delta è stata registrata in 16 Regioni con un range compreso tra lo 0 e il 70,6%.

Brusaferro: “Fondamentale continuare con il tracciamento”

Il report è stato commentato dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro: “La crescita della prevalenza della variante Delta è un dato atteso, che deve essere monitorato con grande attenzione. E’ fondamentale continuare il tracciamento sistematico dei casi per individuare i focolai, che in questo momento è reso possibile dalla bassa incidenza, e completare il più velocemente possibile il ciclo vaccinale, dal momento che, come confermato anche ieri (1 luglio 2021) dall’Ema, questo garantisce la migliore protezione […]“.

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La variante Delta in Italia

La variante Delta sembra essere molto sviluppata, al momento, in Friuli Venezia-Giulia, Abruzzo, Sardegna e Provincia Autonoma di Bolzano, zone che vedono una prevalenza superiore al 50%. Il dato è sensibilmente più basso nel Lazio, in Calabria, in Campania, in Emilia-Romagna, nalle Marche e in Lombardia, anche se parliamo di dati che ruotano intorno al 30%. Ancora pochi casi in Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto. Non sono stati registrati, invece, in Basilicata, Molise, Provincia Autonoma di Trento, Umbria e Valle d’Aosta.

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ultimo aggiornamento: 02-07-2021


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