Sequestrati 70 milioni di euro nell’indagine sulle mascherine dalla Cina. Indagato anche Mario Benotti.

ROMA – Mascherine dalla Cina, sequestrati 70 milioni di euro. Come riportato dal Corriere della Sera, la Guardia di Finanza nelle prime ore di mercoledì 17 febbraio ha effettuato alcuni sequestri nei confronti degli indagati per traffico illecito di influenze, riciclaggio e autoriciclaggio.

Nel mirino delle Fiamme Gialle sarebbero finite le persone che avrebbero avuto un ruolo da mediatore per l’acquisto di strumenti di protezione durante la pandemia. Affare da oltre 1,2 miliardi di euro.

Gli indagati

Sono diverse le persone iscritte sul registro degli indagati in questa indagine. Tra di loro c’è anche Mario Benotti. Il giornalista, almeno secondo gli inquirenti, si sarebbe fatto promettere e dare una commissione di circa 12 milioni di euro di provvigioni sulla commessa delle protezioni per l’emergenza coronavirus. Un obiettivo raggiunto grazie alle sue relazioni personali con il commissario Arcuri.

Remunerazioni sulla fornitura percepite anche da Vincenzo Tommasi, Daniele Guidi e Jorge Solis San Andres. Tutte operazioni concluse nei primi mesi della pandemia e, di conseguenza, nei momenti più difficili per l’Italia.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Il ruolo di Francesca Chaouqui

Nel mirino degli inquirenti è finita anche Francesca Chaoqui. La donna, condannata per lo scandalo Vatileaks, sarebbe accusata di ricettatzione. Avrebbe ottenuto da Benotti oltre 230mila euro per “il provento del traffico di influenze, conoscendo la provenienza delittuosa dei soldi”.

Indagine che ha ancora diversi punti da chiarire, soprattutto per quanto riguarda le posizioni delle persone coinvolte in questa inchiesta. La Guardia di Finanza, intanto, ha effettuato un sequestro di 70 milioni di euro e nei prossimi giorni continuerà gli approfondimenti per ricostruire meglio l’accaduto.

Massimo riserbo da parte delle forze dell’ordine vista l’importanza dell’inchiesta. Presto le persone coinvolte nell’indagine potrebbero essere ascoltati dagli inquirenti per chiarire meglio quanto successo e individuare le responsabilità dei singoli indagati.


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