Morte Reyes, lo spagnolo andava a 237 km/h prima dello schianto

Secondo il Mundo Deportivo il contachilometri della macchina di Reyes segnava 237. Sull’incidente indaga la Guardia Civil.

MADRID (SPAGNA) – L’alta velocità sembra essere la causa principale dell’incidente che è costato la vita a José Antonio Reyes. Secondo quanto riportato dal Mundo Deportivo, il contachilometri della macchina dello spagnolo era fermo a 237. Lo si apprende dai risultati dei primi test effettuati dalla Guardia Civil spagnola.

Morte Reyes, indagini in corso

Proseguono le indagini sull’incidente che ha portato alla morte di José Antonio Reyes. Secondo le autorità locali, il calciatore ha perso il controllo della vettura per uno scoppio di una ruota avvenuto a 237 km/h. Proprio l’alta velocità non ha permesso allo spagnolo di evitare l’impatto con alcuni blocchi di cemento.

Il giocatore – rivela Mundo Deportivo – non utilizzava quell’auto da diversi mesi e quindi le ruote potevano non avere la pressione adeguata. Queste sono naturalmente tutte ipotesi che dovranno essere confermate nelle prossime ore.

Antonio Reyes

Morte Reyes, Canizares attacca: “Non merita di essere ricordato come se fosse un eroe”

La notizia dell’alta velocità arriva a poche ore dal post dell’ex portiere del Valencia, Santiago Canizares, che non ha avuto parole dolci nei confronti di Reyes: “L’eccesso di velocità è un atteggiamento biasimevole – scrive su Twtter – nell’incidente ci sono state anche altre vittime oltre a chi guidava. Reyes non merita di essere omaggiato come se fosse un eroe, ma questo non significa che mi rammarico per quanto successo e non prego per le loro anime“.

Il portiere poco dopo puntualizza: “Forse non mi sono spiegato bene. Per la sua carriera e per quello che ha dato al calcio merita un tributo. Leggo ogni tipo di opinioni e le rispetto tutte, eccezionalmente oggi anche quelle accompagnate da insulti. Intendo solo condannare l’insensibilità e invitare tutti a riflettere su quanti errori facciamo. Penso sia perfettamente compatibile con il dolore“.

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