Il valore della nostra liquidazione si adegua all’inflazione

Indice di rivalutazione del TFR: una misura finanziaria che rivaluta il denaro che mensilmente un lavoratore mette da parte per costituire la liquidazione.

Come si calcola e come si riceve il TFR?

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto o più semplicemente liquidazione) è una somma che viene versata a un lavoratore dipendente nel momento in cui venga licenziato, si licenzi o abbia semplicemente raggiunto la sua età di pensionamento.
Il TFR si accumula durante tutti gli anni in cui si articola il rapporto di lavoro tra datore di lavoro e lavoratore dipendente e corrisponde al 6,91% dello stipendio annuo di ogni anno.
Il Trattamento di Fine Rapporto può essere versato in un’unica soluzione alla fine del rapporto lavorativo oppure – dal 2015 e in via sperimentale – un lavoratore può chiedere che gli sia versato in busta paga per usufruire di uno stipendio più sostanzioso.
Un’altra possibilità è quella di investire la quota mensile destinata al TFR in un fondo pensione, senza lasciare il denaro nelle mani dell’azienda datrice di lavoro. Quest’ultima scelta si rivela strettamente necessaria per i liberi professionisti, che non hanno diritto ad alcuna liquidazione, non essendo lavoratori dipendenti.

Indice di rivalutazione del TFR

E’ stabilito dalla legge che tutte le somme accumulate anno per anno per andare a costituire il TFR siano rivalutate ogni anno, per far sì che mantenga, al momento del versamento al lavoratore, lo stesso potere d’acquisto che possedeva nel momento in cui il lavoratore versava le quote mensili.
La rivalutazione avviene in due percentuali, di cui una è fissa, l’altra è variabile e si rifà ai dati di inflazione documentati di anno in anno dall’ISTAT.
– del 1,5 % come tasso fisso
– del 75 % del tasso di inflazione

Il tasso di inflazione è l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (che percepiscono i salari più bassi) accertato dall’ISTAT rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente a quello corrente.
Tale quota di rivalutazione è soggetta a un’imposta sostitutiva IRPEF dell’11% da pagare con scadenza annuale.

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ultimo aggiornamento: 16-02-2017


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