Antonio Nicita del PD insulta Giorgia Meloni dopo l’intervista al Financial Times: ecco cosa ha detto e perché le sue parole fanno discutere.
l clima politico italiano si fa ogni giorno più teso, con uno scontro ormai aperto tra le forze di maggioranza e un’opposizione che sembra aver perso ogni freno in termini di toni e contenuti, anche nei confronti della premier Giorgia Meloni. La miccia, questa volta, è stata accesa da un’intervista rilasciata dalla premier Giorgia Meloni al Financial Times, dove ha espresso con chiarezza la sua posizione sulle relazioni internazionali, in particolare il rapporto tra Stati Uniti, Unione Europea e Italia. Le sue parole hanno generato reazioni immediate, specialmente a sinistra, dove è bastato poco per far esplodere un vero e proprio attacco frontale.

L’intervista che scatena la bufera
Meloni ha dichiarato: “Io sono un conservatore. Trump è un leader repubblicano. Sicuramente sono più vicina a lui che a molti altri, ma capisco un leader che difende i suoi interessi nazionali. Io difendo i miei”. Ha poi definito “infantile” e “superficiale” l’idea di dover scegliere tra Stati Uniti e Unione Europea, sottolineando che farà tutto il necessario per proteggere gli interessi dell’Italia. A proposito delle critiche mosse da J.D. Vance all’UE, Meloni ha puntualizzato che a essere contestata è “la classe dirigente europea e non il popolo.”
Le forti reazioni della sinistra alle parole di Giorgia Meloni
Le reazioni della sinistra non si sono fatte attendere. Il vicepresidente dei senatori del Partito Democratico, Antonio Nicita, ha accusato duramente la premier: “Meloni condivide, incredibilmente, l’attacco di Vance ai valori europei, alle regole europee poste a tutela della libertà d’espressione contro disinformazione, espressioni d’odio, discriminazioni e il pensiero illiberale. Le parole pronunciate da Vance a Monaco sono contro la rule of law, cioè lo stato di diritto al centro dei valori europei.” Ha poi aggiunto: “Condividere quel pensiero è anti-europeo ed è quindi contro l’interesse nazionale. È caduta la maschera della Premier Meloni: il passo da underdog a dog ammaestrato è stato breve.”
E ancora, “Serve massima mobilitazione trasversale contro questa involuzione culturale dell’internazionale nazional-populista che, sotto la maschera della libertà d’espressione, nasconde il volto truce di un progetto autarchico e intrinsecamente illiberale.” Il tutto come riportato da liberoquotidiano.it
Uno scontro durissimo, che accende un riflettore sull’inasprimento dei toni nel confronto politico italiano e che, per le parole utilizzate, promette di far discutere a lungo.