Interrogatorio Silvia Romano, il racconto della giovane ai magistrati

Silvia Romano: “Mi sono convertita volontariamente all’Islam. Avevano promesso di non uccidermi”

E’ terminato l’interrogatorio di Silvia Romano. La giovane: “Non ho mai visto in faccia i miei carcerieri”.

ROMA – Pochi minuti dopo l’arrivo in Italia è iniziato l’interrogatorio di Silvia Romano con la cooperante milanese che ha raccontato i suoi 18 mesi di prigionia.

Nessuna informazione, invece, emerge sul riscatto (si parla di una cifra compresa tra i 2 e i 4 milioni di euro) visto che si parla di un sequestro a scopo di terrorismo.

Silvia Romano: “Sono stata trattata bene”

Un interrogatorio durato quattro ore con Silvia che ha raccontato nei particolari cosa è successo in questi diciotto mesi.

Sono stata rapita – ha raccontato la giovane citata da Leggo da un’organizzazione militare islamica. Ho impiegato quattro settimane ad arrivare in Somalia. Non ho mai visto i miei rapitori in faccia e cambiavo covo ogni 2-3 mesi. I trasferimenti avvenivano in moto, a piedi o su altri mezzi. Sono sempre stata trattata bene e avevano promesso di non uccidermi“.

Sulla prigionia ha precisato: “Non sono mai stata legata. Ero libera di muovermi all’interno dei covi, che erano comunque sorvegliati“.

Silvia Romano
Silvia Romano a Roma (fonte foto https://www.facebook.com/nicolazingaretti/)

Silvia: “Mi sono convertita all’Islam volontariamente”

Le prime indiscrezioni, come riportato dal Corriere della Sera, confermano come Silvia Romano in questi mesi si sia convertita all’Islam. Un cambio di religione che potrebbe essere frutto “della condizione psicologica in cui si è trovata durante il rapimento“.

Ricostruzione non confermata, almeno secondo quanto riportato da Open, dalla ragazza che ai magistrati ha confermato di essersi convertita volontariamente all’Islam durante la sua prigionia in Somalia: “Non c’è stata nessuna costrizione dei rapitori, è stata una mia libera scelta. Mi hanno trattato sempre con umanità. Non sono stata costretta a sposarmi e non ho subìto nessuna violenza“.

E ha aggiunto: “Mi hanno messo a disposizione un Corano per iniziare il mio processo di conversione che è stato lento. Grazie ai miei carcerieri ho imparato anche un po’ di arabo. Mi hanno spiegato le loro ragioni e la loro cultura“.

fonte foto copertina https://www.facebook.com/nicolazingaretti/

ultimo aggiornamento: 10-05-2020

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