Merkel: “Sure e Mes devono essere utilizzati”. Conte, “Ai conti dell’Italia ci penso io”

Merkel: “Sure e Mes devono essere utilizzati”. Conte, “Ai conti dell’Italia ci penso io”

L’intervista di Angela Merkel a ‘La Stampa’: “Non abbiamo messo Sure e Mes per non essere utilizzati”.

ROMA – L’intervista della cancelliera Angela Merkel a La Stampa riaccende una polemica all’interno dell’Unione Europea. La leader tedesca ha chiesto a tutti i Paesi di utilizzare tutti i fondi a disposizione perché il Recovery Fund da solo non basta.

Immediata la replica da parte del presidente del Consiglio che ha invitato la cancelliera a non intromettersi sulle decisioni del nostro Paese con un chiaro: “Ai conti dell’Italia ci penso io“.

Angela Merkel a ‘La Stampa’: “Il Recovery Fund non basta”

In un’intervista a La Stampa nell’edizione del 27 giugno 2020 la cancelliera Angela Merkel ha invitato tutti i Paesi a guardare con attenzione al Mes e allo Sure: “Non abbiamo messo a disposizione degli Stati strumenti simili perché restino inutilizzati“.

E sul Recovery Fund ha detto: “Con i fondi messi a disposizione si può fare tanto, ma da solo non può risolvere tutti i problemi dell’Europa. Mi auguro che in futuro l’Unione sia fondata sull’interesse assoluto ad avere un mercato unico europeo e a presentarsi compatta sulla scena internazionale“.

Berlino 19/12/2016 – attentato terroristico ai mercatini di Natale di Breitschidplatz 12 morti / foto Imago/Image nella foto: Angela Merkel

La replica di Conte

Non si è fatta la replica del premier Conte che durante la conferenza stampa sulla scuola è ritornato anche sull’argomento Recovery Fund: “Ci aggiorniamo quotidianamente rispetto ai flussi di cassa. C’è stata una riunione nella quale abbiamo iniziato a ragionare sul ventaglio dei prossimi provvedimenti. Il percorso dello Sure abbiamo attivato e chiederemo di partecipare a questo programma. Per quanto riguarda il Mes il discorso non è cambiato, ma ai conti del nostro Paese ci penso io“.

Un dialogo che si preannuncia molto complicato a livello europeo con il 17-18 luglio decisivo per il futuro dell’Unione e soprattutto per il rilancio dell’economia messa in ginocchio dalla pandemia.

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