Di fronte ai nuovi dazi USA, il governo italiano cerca una soluzione diplomatica. Possibile incontro tra Meloni e Vance.
L’annuncio di nuovi dazi statunitensi scuote l’Europa. L’aria che si respira nelle capitali europee è tesa: si teme l’inizio di una nuova guerra commerciale con Washington, guidata da un Donald Trump che ha ribattezzato il 2 aprile come “Liberation Day”. Le preoccupazioni maggiori arrivano da settori strategici come agroalimentare, moda e meccanica, pilastri dell’export italiano verso gli Stati Uniti.
Mentre Bruxelles valuta contromisure, a Roma si preferisce il basso profilo. Il governo italiano, infatti, si distingue per una linea improntata al dialogo e alla diplomazia, evitando toni accesi. Come ripete la premier Meloni, la parola chiave è “diplomazia”, nella speranza di “limitare i danni” che le misure americane potrebbero causare alle aziende italiane.

Un’opportunità: l’incontro tra Meloni e Vance
Ma c’è un dettaglio che potrebbe cambiare il quadro: secondo indiscrezioni, il vicepresidente americano J.D. Vance sarebbe atteso in Italia entro fine aprile. L’ambasciata USA a Roma avrebbe avviato i contatti con la Farnesina per organizzare un incontro diretto tra Vance e Meloni, un’occasione cruciale per aprire una trattativa riservata, lontana dai riflettori e soprattutto dal peso burocratico delle istituzioni europee.
All’interno della maggioranza, si moltiplicano le voci fiduciose. “Rimaniamo fiduciosi per una soluzione negoziata. Gli Usa sono un alleato storico e il problema dei dazi non deve dividerci sul piano politico, ciò nondimeno va superato sul piano diplomatico”, dichiara Edmondo Cirielli. Tommaso Foti aggiunge: “Dalle guerre commerciali non è mai scaturita la fortuna dei popoli. E su questo dobbiamo essere molto chiari. Non so quale sarà l’entità dei dazi proposti, ma ho una mia idea al riguardo e cioè che vi sia una volontà ben precisa di trattare da parte di Trump”. Come riportato da adnkronos.com
Il possibile vertice con Vance
Sul possibile vertice con Vance, Giangiacomo Calovini afferma come riportato da adnkronos.com: “Qualora l’indiscrezione fosse confermata, sarebbe certamente un segnale positivo, perché rientrerebbe in quel dialogo tra Europa e Stati Uniti che da tempo riteniamo indispensabile. Tanto più in un periodo segnato da tensioni internazionali e da un tema cruciale come quello dei dazi”. E sottolinea: “Siamo fermamente convinti che l’Italia possa giocare un ruolo fondamentale nel mantenere buoni rapporti tra l’Ue e Washington”.
La voce fuori dal coro resta quella di Matteo Salvini: “Vendicarsi dei dazi di Trump? Se von der Leyen ha usato questo verbo è stata una scelta infelice. Vendicarsi e aprire guerre commerciali non fa l’interesse di nessuno, spero sia stata fraintesa o mal tradotta”. Per Salvini, “fare la guerra agli Stati Uniti non è una cosa intelligente da fare. I dazi non sono mai una scelta positiva, ma così come le guerre sul campo vanno risolte al tavolo, non con vendette o contro-dazi”.
E proprio oggi, mentre i nuovi dazi iniziano a entrare in vigore, da Palazzo Chigi filtra l’intenzione di puntare tutto sull’incontro con Vance come chiave diplomatica. Una strategia che, se coronata da successo, potrebbe salvare miliardi di euro di export e il posto dell’Italia come mediatore privilegiato tra le due sponde dell’Atlantico.