Milano è stata recentemente invasa dallo scarabeo giapponese. Si tratta di un insetto in grado di causare ingenti danni all’ambiente.
Dopo aver visto gli animali più pericolosi in Italia, è giunto il momento di analizzare un’altra specie animale in grado di provocare ingenti danni. Si tratta dello scarabeo giapponese, il quale ha compiuto il suo approdo prevalentemente su Milano.
Il suo nome effettivo, riporta Il Giornale, è Popillia japonica. Diversi quartieri della città metropolitana del capoluogo lombardo ne hanno segnalato la presenza, con conseguenti danni ambientali circostanti. Gli avvistamenti provengono infatti da zone quali San Siro, l’Ippodromo La Maura e Parco Sempione.

Lo scarabeo giapponese che ha invaso Milano
La comparsa di questo animale avviene solitamente alle porte dell’inverno. Tuttavia, come si può facilmente notare, quest’anno è comparsa con largo anticipo rispetto agli anni precedenti. Il motivo di questa comparsa anticipata è dovuto all’assenza di predatori naturali presenti nell’ecosistema.
A livello scientifico, si tratta di un esemplare appartenente alla famiglia degli scarabei. Originario del Giappone, ha fatto la sua comparsa nel Nord America intorno agli inizi del Novecento. Il primo ritrovamento in Europa risale al 2014, ed è avvenuto proprio in Italia.
Per la precisione tra Lombardia e Piemonte. La specie in questione, in quanto una delle più pericolose in assoluto, è in grado di attaccare circa 300 specie vegetali differenti. Le maggiori incidenze sono state registrate nei frutteri, in particolar modo nei ciliegi.
Come difendersi da questa specie
Per difendersi dallo scarabeo giapponese, coloro che si trovano nei pressi di Milano dovranno raccogliere i coleotteri in questione con un secchio pieno di acqua e sapone, lasciandoli poi cadere al suo interno.
Le proprie piante e i propri frutteti, potranno invece essere protetti tramite delle reti anti insetto che ne scoraggino l’infestazione. I controlli dovrebbero eventualmente essere effettuati nelle prime ore del mattino, sfruttando l’inattività degli insetti.