La querelle Meloni-Rutte-Trump sulle basi italiani e l’attacco di Italo Bocchino a Giuseppe Conte con tanto di salto nel passato.
Giorgia Meloni ha risposto al segretario generale della Nato Rutte dopo le parole in merito all’utilizzo delle basi italiane da parte degli aerei americani. Eppure, la replica della Premier con tanto di mezzo passo indietro dello stesso Rutte non sembrano aver convinto Giuseppe Conte che ha richiesto la presenza della Presidente del Consiglio in Parlamento per riferire. Proprio questa mossa del leader del M5S ha trovato Italo Bocchino pronto a mettere i puntini sulle “i”.

Italo Bocchino su Giuseppe Conte e la querelle Meloni-Rutte
Tramite un video condiviso sui social, Italo Bocchino ha deciso di ricostruire le ultime vicende di carattere politico e internazionale con particolare focus al caso Meloni-Rutte e le parole di Giuseppe Conte verso la Premier. In questo senso, il diretto del Secolo d’Italia ha detto: “Giuseppe Conte chiede che Giorgia Meloni riferisca in Parlamento sull’utilizzo delle basi italiane da parte degli Stati Uniti. Ma, ancora una volta, sembra confondere fatti molto diversi tra loro”.
Bocchino ha quindi proseguito la propria analisi in modo lucido cercando di chiarire diversi aspetti: “Una cosa è autorizzare l’impiego delle basi per operazioni di bombardamento, altra cosa è consentire attività di ricognizione, intelligence e supporto logistico previste dagli accordi tra Paesi alleati. Sono due piani completamente differenti”.
Cosa fece Conte: l’analisi di Bocchino
Facendo un salto indietro, Bocchino ha quindi attaccato Conte ricordando cosa accadde quanto si trovava lui nella posizione di Premier: “C’è poi un altro aspetto che rende questa polemica singolare. Quando Conte era Presidente del Consiglio, le basi italiane furono utilizzate dagli Stati Uniti per attività analoghe durante il conflitto in Siria. E il Governo Gentiloni autorizzò anche missioni operative. Per questo la domanda è semplice: Conte ha dimenticato ciò che è accaduto durante i governi di cui faceva parte oppure utilizza due pesi e due misure a seconda della convenienza politica? Perché la memoria istituzionale dovrebbe valere sempre, non solo quando fa comodo“.