Ius Scholae: cosa ne pensano i partiti

Ius Scholae: cosa ne pensano i partiti

Per il centrodestra è una questione di identità nazionale e si oppongono.

La legge per riconoscere la cittadinanza italiana ai ragazzi nati e cresciuti in Italia, che hanno fatto le scuole qui, figli di immigrati non è ben vista dal centrodestra. Il cosiddetto ius scholae viene definito una questione simile a quella dei migranti per i partiti di destra. Lega e Fratelli d’Italia si oppongono al riconoscimento della cittadinanza agli 800mila ragazzi che hanno frequentato 5 anni di scuola e sono arrivati nel nostro paese prima dei 12 anni.

Archiviato lo ius soli, ovvero la cittadinanza ai bambini nati in Italia, neanche lo ius scholae, che prevede cinque anni di istruzione italiana, va bene ai partiti di destra. Letta ha invece dichiarato: “Se mi chiedessero la cosa di cui mi sono vergognato di più come parlamentare è che avevamo promesso a centinaia di migliaia di ragazzi italianissimi dentro che lo sarebbero stati anche di passaporto”. La proposta è stata vittima di ostruzionismo in questa legislatura più volte da parte della destra.

Bambini

Lo ius scholae per la destra e per la sinistra

Per questo il Pd ne ha fatto una priorità nel suo programma di riforme per la cittadinanza tanto che ne è un punto centrale anche della campagna elettorale: “Chi studia in Italia è italiano” recita un manifesto. Anche il Movimento 5 stelle, che aveva definito sbagliato lo ius soli, si batte per lo ius scholae. Il leader di Azione Calenda mette una linea netta tra l’integrazione promossa dallo ius scholae e la sicurezza dell’immigrazione da tenere sotto controllo e arrivare ad una immigrazione regolare che rispetti le norme. “E’ a scuola che si forma il cittadino ed è normale che abbia la sua cittadinanza” dice Calenda.

A destra c’è il no assoluto della Lega mentre Giorgia Meloni propone lo ius scholae in modo più stringente: cittadinanza ai 18 anni ai figli di immigrati che abbiano compiuto l’intero ciclo di studi nel nostro paese. Una visione simile quella di Forza Italia che dice sì allo ius scholae ma solo dopo 8 anni di scuola, ovvero tutto il ciclo scolastico d’obbligo.