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Jack Unterweger, la storia del serial killer diventato scrittore
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Jack Unterweger: lo scrittore “redento” che tornò a uccidere dopo il carcere

Cella carcere

La vicenda di Jack Unterweger, il serial killer austriaco che dopo una prima condanna per omicidio divenne scrittore, fu scarcerato come esempio di redenzione e venne poi condannato per altri nove omicidi.

La storia di Jack Unterweger è una delle più inquietanti della cronaca europea del Novecento. Non solo per i delitti, ma per il modo in cui riuscì a costruire intorno a sé l’immagine di un uomo cambiato: assassino diventato scrittore, detenuto trasformato in simbolo di riabilitazione, personaggio accolto da una parte dell’ambiente culturale austriaco come prova vivente del potere salvifico della letteratura.

Nato in Austria nel 1950, Johann “Jack” Unterweger finì presto dentro una vita segnata da violenza e reati. Il primo punto fermo della sua storia criminale arrivò negli anni Settanta: venne condannato all’ergastolo per l’omicidio di una giovane donna, Margret Schäfer, strangolata con un reggiseno dopo essere stata aggredita. In carcere cominciò a scrivere racconti, testi teatrali e un’autobiografia, Fegefeuer, cioè Purgatorio.

mani di uomo in carcere dietro le sbarre
mani di uomo in carcere dietro le sbarre

Jack Unterweger: dal carcere alla fama di autore “riabilitato”

Durante la detenzione, Unterweger divenne un caso culturale. Le sue opere vennero lette come la confessione di un uomo segnato dall’infanzia, dalla povertà e dalla marginalità. Scrittori, intellettuali e giornalisti sostennero l’idea che fosse cambiato. Nel 1990, dopo circa quindici anni di carcere, venne scarcerato.

All’esterno, la sua nuova vita sembrò confermare il mito: interviste, apparizioni pubbliche, lavori giornalistici, attenzione mediatica. Unterweger non era più soltanto un ex detenuto, ma un personaggio. Proprio questa immagine contribuì a renderlo meno sospetto agli occhi di molti, mentre in Austria cominciavano a comparire nuovi omicidi di donne, spesso legate alla prostituzione, strangolate con modalità ricorrenti.

Gli omicidi, Los Angeles e il processo finale

Tra il 1990 e il 1992, Unterweger venne collegato a una nuova scia di delitti in Austria, a Praga e negli Stati Uniti, in particolare a Los Angeles. In America era arrivato anche come giornalista, interessato ufficialmente al mondo della prostituzione e della criminalità. In realtà, secondo l’accusa, continuava a uccidere.

Dopo una fuga internazionale, venne arrestato a Miami nel febbraio 1992 ed estradato in Austria. Nel 1994 fu riconosciuto colpevole di nove omicidi e condannato all’ergastolo. Poche ore dopo la sentenza, si suicidò nella sua cella a Graz, impiccandosi.

Il caso Jack Unterweger resta una storia disturbante perché mostra quanto possa essere pericolosa una narrazione costruita troppo in fretta: quella del criminale trasformato in artista, del colpevole diventato simbolo, dell’uomo “salvato” dalla cultura. Dietro quella maschera, secondo la giustizia, c’era ancora un assassino capace di colpire donne vulnerabili e di usare il proprio fascino pubblico come una forma di protezione.

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ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2026 10:51

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