La storia del volo Alitalia 404, precipitato il 14 novembre 1990 sullo Stadlerberg, vicino a Zurigo: il DC-9 partito da Milano Linate, le 46 vittime, il falso segnale dell’ILS e la mancata riattaccata.
Il volo Alitalia 404 è uno dei disastri aerei italiani più dolorosi degli anni Novanta. La sera del 14 novembre 1990, il McDonnell Douglas DC-9-32 registrato I-ATJA, partito da Milano Linate e diretto a Zurigo-Kloten, si schiantò contro il versante boscoso dello Stadlerberg, nella zona di Weiach, durante l’avvicinamento alla pista 14 dell’aeroporto svizzero.
A bordo c’erano 40 passeggeri e 6 membri dell’equipaggio. Nessuno sopravvisse. Era un volo breve, apparentemente normale, ma negli ultimi minuti una combinazione di guasto tecnico, letture errate, mancati controlli incrociati e comunicazione difficile in cabina portò l’aereo a scendere molto più in basso del corretto sentiero di avvicinamento.

Alitalia 404: il falso segnale dell’ILS e la discesa sotto il sentiero
Il DC-9 stava effettuando un avvicinamento strumentale con ILS, il sistema che aiuta i piloti a mantenere rotta e pendenza corrette verso la pista. Il problema centrale fu il falso segnale del VHF NAV numero 1, collegato agli strumenti del comandante: l’indicazione mostrava l’aereo come se fosse correttamente sul sentiero di discesa, mentre in realtà il velivolo si trovava circa 1.400 piedi sotto la traiettoria giusta.
Il copilota, che era ai comandi, aveva strumenti che suggerivano una situazione diversa e iniziò una manovra di riattaccata quando si rese conto del pericolo. Ma il comandante la interruppe, convinto di poter “riprendere” il sentiero corretto. Secondo il rapporto d’inchiesta, se quella riattaccata fosse stata proseguita, l’aereo avrebbe potuto superare lo Stadlerberg, anche se con margini ridotti.
Lo schianto, l’inchiesta e le responsabilità operative
Alle 19:11, il volo AZ404 urtò prima gli alberi e poi il pendio dello Stadlerberg, a poco più di cinque miglia dalla pista. L’impatto distrusse l’aereo e provocò un incendio. Tra le vittime ci fu anche il giovane attore Roberto Mariano, noto per i film Mery per sempre e Ragazzi fuori.
L’inchiesta svizzera non attribuì la tragedia a una sola causa. Nel rapporto finale vennero indicati il falso segnale del sistema di navigazione, una probabile lettura errata dell’altimetro da parte del comandante, l’assenza di un allarme GPWS, la mancata consapevolezza del tipo di guasto possibile, procedure non rispettate, cooperazione inadeguata tra i piloti e il mancato intervento del controllo di avvicinamento quando l’aereo lasciò troppo presto la quota autorizzata.
Il disastro del volo Alitalia 404 resta quindi una tragedia nata da una catena di errori e vulnerabilità: uno strumento che mentiva, un allarme che non suonò, una quota non monitorata abbastanza e una riattaccata fermata proprio quando avrebbe potuto salvare l’aereo.