Dopo la richiesta di Donald Trump sull’aiuto della Nato per liberare lo Stretto di Hormuz, ecco la risposta Ue e non solo.
Le parole di Donald Trump in merito ad un intervento della Nato per liberare, con gli Usa, lo Stretto di Hormuz, luogo cruciale dell’economia mondiale che sta risentendo della guerra in Iran e in Medio Oriente, hanno ricevuto adesso la risposta dell’Ue. Non solo quella della responsabile della politica estera europea, Kaja Kallas, ma anche quella di Londra e Berlino.

Kallas: “Stretto di Hormuz fuori dal raggio d’azione della Nato”
Alla richiesta-minaccia di Trump su un ipotetico intervento della Nato per la liberazione dello Stretto di Hormuz ha risposto Kaja Kallas: “Siamo stati in contatto con la Nato in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell’area d’azione della Nato. Ecco perché abbiamo l’operazione Aspides, e ci sono Stati membri che sono anche disposti a contribuire, sia nella coalizione dei volenterosi che nell’operazione stessa. Ma è al di fuori dei territori della Nato. Non ci sono Paesi Nato nello stretto di Hormuz”, ha fatto sapere l’Alta rappresentante Ue al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri.
Londra e Berlino dicono “no” a Trump
Sulla stessa scia della Kallas anche Londra e Berlino. In particolare la Germania, tramite il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha detto: “Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero”.
Pure Starmer si è sbilanciato: “Lasciatemi essere chiaro: questo non sarà e non è mai stata immaginata come una missione della Nato”.
Anche la Spagna, tramite il ministro degli Esteri, Josè Manuel Albares, ha fatto sapere la propria visione: “La situazione nello stretto di Hormuz è molto preoccupante per gli europei. Questa è una guerra che ha un impatto soprattutto ai cittadini europei, e può farlo ancora di più. Lo vediamo con l’energia, rischiamo di vederlo con flussi da Iran e Libano. Per questo la situazione dell’Ue deve essere quella che chiede la fine della guerra. Non è necessario introdurre alcuna modifica al mandato di Aspides, riteniamo che il mandato attuale è corretto”.