Anche Carlo Calenda ha condannato la fiamma nel simbolo e avvisa la sua rivale: ti isolerà.

Fratelli d’Italia ha deposto il simbolo senza alcun cambiamento. La fiamma c’è e rimane. Con tanto di fierezza da parte della leader Giorgia Meloni. Dopo aver pubblicato il video alla stampa internazionale in cui abiurava il fascismo e condannava le infami leggi razziali, ci si aspettava un passo decisivo anche in politica interna. Ma le radici restano nel Msi e quindi nella Rsi. Anche il leader di Azione h acondannato quella fiamma sul simbolo pur avendo apprezzato la sua condanna al fascismo.

E’ un grave errore tenere il simbolo di un partita fascista con l’Msi nel logo. E’ chiaro che Meloni non ha dimestichezza con le relazioni internazionali” ha detto l’ex ministro. Carlo Calenda si dissocia dalla propaganda contro il fascismo di Meloni puntando più sulla sua incapacità e inesperienza amministrativa. Non può fare a meno di notare che “l’ostentata matrice missina di Fratelli d’Italia renderà impossibile avere normali relazioni con i partner internazionali. Il rischio non è il fascismo in Italia. Ma l’isolamento.”

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Anche la nipote di Mussolini avrebbe tolto quel simbolo

Anche Carlo Cottarelli candidato insieme a +Europa e Pd ha dichiarato che “FdI non è un partito fascista e non c’è un pericolo per la democrazia italiana. Però essere fieri della fiamma del Movimento sociale, come dice Meloni, vuol dire essere fieri dei nostalgici del fascismo”. Per Meloni invece quella fiamma rappresenta il “percorso fatto da una destra democratica nella nostra storia repubblicana”. Ma c’è anche chi nel suo stesso partito l’avrebbe tolta, proprio chi sarebbe potuto essere più nostalgico, ovvero Rachele Mussolini, nipote di Benito che dichiara di averla tolta al suo posto e che non ha nessuna affezione per quella fiamma.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 15-08-2022


Il Pnrr secondo Giorgia Meloni

Emma Bonino punta sui diritti