Da ieri circolano sospetti e accuse per i franchi tiratori dell’opposizione che hanno votato per La Russa facendolo eleggere senza i voti di Forza Italia.

Per vincere ieri Ignazio La Russa aveva bisogno della maggioranza assoluta, maggioranza che i 104 voti del centrodestra poteva garantire tranquillamente. Ma lo scrutinio finale mostra che il neo presidente del Senato è stato eletto con 116 voti, più di quelli che ci si aspettava. Se contiamo che a votarlo di Forza Italia sono stati solo Berlusconi e Casellati, qualche voto mancherebbe. Si parla quindi di minimo 17 voti che sono arrivati dall’opposizione.

Da ieri sono circolate liste accusatorie e frecciatine. Il primo sospetto dal centrosinistra è caduto su Matteo Renzi per la sua collocazione centrista che però ha subito smentito, così come Calenda. Inoltre, i senatori sono soltanto 9. Anche Bersani, ospite a Otto e Mezzo di Lilli Gruber ha fatto il suo affondo contro Renzi, nemmeno troppo celato portando le parole di Berlusconi che ha accusato Renzi.

Ignazio La Russa
Ignazio La Russa

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Accuse e scontri tra le anime dell’opposizione

Arriva anche lo scontro via Twitter tra Letta e Calenda. “Irresponsabile oltre ogni limite il comportamento di quei senatori che hanno scelto di aiutare dall’esterno una maggioranza già divisa e in difficoltà” scrive il segretario dem. “Sì Enrico. La tua. Noi diciannove voti non li abbiamo. E siccome queste cose si vengono sempre a sapere alla fine, ti consiglio di cancellare questo tweet. Invecchierà male” risponde Calenda.

Dal Terzo Polo le accuse invece ricadono su Franceschini, colpevole di voler fare il vicepresidente del Senato. Mentre alcuni del Pd virano verso il M5S. Un ex ministro dem rivela: «Conte è grande amico di Meloni, la loro è un’amicizia extra-politica, sono stati i grillini, gli unici che si possono muovere come una falange compatta». Il M5S invece divide le colpe tra Renzi e Franceschi.

Intanto continuano le ricostruzioni ricorrendo anche alla visione dei video delle votazioni per capire quanto tempo hanno impiegato i senatori nel catafalco. Dai video, in effetti, Matteo Renzi è rimasto troppo poco tempo per votare. Ma c’è chi si sofferma sul suo incontro con Franceschini e Patuanelli. Quest’ultimo ha negato e ha minacciato querela quando ha sentito il suo nome su Otto e mezzo in una lista fatta circolare dal Pd. Intanto ci sono video che invece incastrano il Pd.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 14-10-2022


Camera: oggi si decide il presidente a Montecitorio

Calderoli: “Maggioranza più ampia del previsto”