La dichiarazione di La Russa sul 25 aprile ha suscitato polemiche sia dall’opposizioni ma ha tirato critiche anche dal suo stesso partito.

Ieri l’intervista su La Stampa al presidente del Senato Ignazio La Russa era stata titolata: “Non festeggio il 25 aprile”. La notizia ha fatto il giro del web suscitando forti polemiche sulla posizione della seconda carica dello stato sulla festa della Liberazione. La Russa ha scritto una lettera al direttore Giannini volendo precisare che si è trattato di un titolo fake perché distorce quanto era stato detto nell’intervista.

Il presidente aveva infatti dichiarato, alla domanda se festeggerà il 25 aprile quest’anno data la carica istituzionale, “dipende. Certo non sfilerò nei cortei per come si svolgono oggi. Perché lì non si celebra una festa della libertà e della democrazia ma qualcosa di completamente diverso, appannaggio di una certa sinistra. Non ho avuto difficoltà come ministro della Difesa a portare una corona di fiori al monumento dei partigiani al cimitero Maggiore di Milano. E non era un atto dovuto. Bisogna superare fascismo e antifascismo».

Ignazio La Russa
Ignazio La Russa

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

“Chi copre incarichi istituzionali deve rispettare le feste nazionali

Per questo il titolo del quotidiano torinese è stato ritenuto “fuorviante” dal presidente del Senato. Ma la replica di Giannini insiste sul dire che il titolo non aveva nulla di fuorviante perché di fatto, stando così le cose, non ha intenzione di celebrarlo. “Il nostro titolo, infatti non ha “fuorviato” un bel niente. Valuti chiunque se un titolo che dice “Non celebrerò questo 25 aprile” travisa il senso di una risposta che, a domanda del nostro Paolo Colonnello “celebrerà il 25 aprile?”, recita testualmente “Dipende. Certo non sfilerò nei cortei per come si svolgono oggi”. Dunque, se ne deduce che, ad “oggi”, non lo celebrerà» scrive il direttore di La Stampa.

Gli attacchi oltre che da Letta, Serracchiani e Malpezzi del Pd arrivano anche da una precisazione del ministro Crosetto, del suo stesso partito. “Le feste nazionali sono determinate dalle leggi”. Il ministro della Difesa, co-fondatore di Fratelli d’Italia ha dichiarato a La 7: “Chi ricopre cariche istituzionali deve rispettare le leggi e presenziare alle feste nazionali”.

“Il fascismo è un pezzo della nostra storia chiuso definitivamente che dobbiamo ricordare solo per non rifare gli errori commessi in quel periodo”, ha sottolineato Crosetto ospite a Non è l’Arena. “Si giudichi questo governo, la Meloni, per quello che farà. Non con slogan che servono a non lasciar governare le persone” dice.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 31-10-2022


Reddito di cittadinanza solo per chi ne ha realmente bisogno

“La scuola di oggi è classista” ha affermato il ministro Valditara