Uno dei primi passi del governo Meloni sarà rimodulare il reddito di cittadinanza destinandolo solo a chi ne ha realmente bisogno mentre il resto può lavorare.

A rischio sono oltre 660 mila beneficiari che percepiscono il reddito di cittadinanza ma che potrebbero essere occupabili. L’obiettivo del nuovo governo è quello di mantenere un sussidio statale per chi non è nelle condizioni di poter lavorare mentre gli altri che possono devono esercitare una professione. Secondo la premier questa misura «ha rappresentato una sconfitta per chi era in grado di fare la sua parte per l’Italia».

Giorgia Meloni ha dichiarato di voler «mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare», ma «per gli altri», «la soluzione non può essere il Reddito di cittadinanza, ma il lavoro». Oltre i vari illeciti e i cosiddetti furbetti del reddito di cittadinanza, è evidente che qualcosa non ha funzionato nel complesso di questa misura e costa alle casse dello stato otto miliardi all’anno. «Il messaggio che abbiamo dato è che se una persona è in uno stato di povertà e difficoltà deve ambire a diventare benestante e questo si fa con il lavoro» ha precisato Meloni alla Camera.

Reddito di Cittadinanza
Reddito di Cittadinanza

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Il 72% dei beneficiari potrebbe lavorare

Secondo i dati il 75% di questi risiede al Sud e oltre 480mila negli ultimi tre anni non hanno avuto alcuna esperienza lavorativa. I dati mostrano che nei primi 9 mesi dell’anno sono 1,64 milioni di nuclei a beneficiare sia di reddito di cittadinanza che pensione di cittadinanza. Le misure sono state revocate a oltre 46mila nuclei. A beneficiare della misura sono 2,16 milioni di cittadini italiani, 208mila cittadini extra-comunitari e quasi 84mila cittadini europei.

Sono oltre 900mila i percettori del reddito e di questi sono oltre 660mila quelli che sarebbero potenzialmente occupabili. Ovvero il 72% di beneficiari. Ma la maggior parte di questi non lavora da anni e sono poco occupabili nelle aziende. Tutti coloro che hanno sottoscritto il Patto per il lavoro e ricevono il reddito sono tenuti ad accettare almeno una di due offerte congrue che vengono loro offerte, anche nel caso in cui giungano direttamente da datore di lavoro privati. Ma spesso non arriva nemmeno la prima offerta di lavoro.

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ultimo aggiornamento: 31-10-2022


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