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La strage della famiglia Lin: cinque persone uccise
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La strage della famiglia Lin: cinque persone uccise nella loro casa di Sydney

nastro che delimita una scena del crimine

Nel 2009 cinque membri della famiglia Lin furono assassinati a North Epping. Robert Xie venne condannato a cinque ergastoli dopo quattro processi.

Nelle prime ore del 18 luglio 2009, cinque componenti della famiglia Lin furono uccisi nella loro abitazione di North Epping, quartiere residenziale di Sydney.

Le vittime erano il commerciante Min “Norman” Lin, 45 anni, sua moglie Yun Li “Lily” Lin, 43, la sorella di lei Yun Bin “Irene” Lin, 39, e i figli della coppia, Henry, 12 anni, e Terry, 9.

I corpi vennero scoperti quella mattina, dopo che il negozio di giornali gestito dalla famiglia non aveva aperto. La figlia quindicenne di Min e Lily fu l’unica componente della famiglia nucleare a salvarsi perché si trovava in Nuova Caledonia per un viaggio scolastico.

Le vittime erano state colpite ripetutamente con un oggetto contundente simile a un martello. La corrente elettrica era stata interrotta e non furono rilevati segni evidenti di effrazione, elementi che suggerivano una conoscenza della casa.

Polizia scena del crimine
Polizia scena del crimine – newsmondo.it

Famiglia Lin: l’indagine conduce al cognato Robert Xie

L’attenzione degli investigatori si concentrò progressivamente su Lian Bin “Robert” Xie, marito di Kathy Lin, sorella di Min. Xie abitava a circa 300 metri dalla casa delle vittime e venne arrestato il 5 maggio 2011, dopo un lungo periodo di intercettazioni e sorveglianza.

Il procedimento si basò su un insieme di elementi indiziari. Le impronte insanguinate rinvenute nell’abitazione furono considerate compatibili con l’azione di un solo aggressore. Le telecamere installate dagli investigatori ripresero inoltre Xie mentre distruggeva la scatola di un paio di scarpe ASICS, dopo che la polizia aveva fatto circolare in famiglia informazioni sul tipo di calzature ricercato.

Un altro elemento centrale fu una piccola macchia trovata sul pavimento del suo garage, denominata “Stain 91”. Secondo l’analisi genetica presentata dall’accusa, conteneva una complessa miscela di DNA riconducibile ad almeno quattro delle vittime.

La difesa contestò il valore della macchia, le modalità con cui il materiale genetico avrebbe potuto raggiungere il garage e l’interpretazione statistica dei risultati.

Quattro processi e cinque ergastoli

Il percorso giudiziario fu particolarmente lungo. Due processi furono interrotti prima del verdetto, mentre nel dicembre 2015 una terza giuria non riuscì a raggiungere una decisione. Xie continuò sempre a dichiararsi innocente.

Il quarto processo iniziò nel giugno 2016. Il 12 gennaio 2017, la giuria della Corte Suprema del Nuovo Galles del Sud lo dichiarò colpevole dei cinque omicidi con un verdetto di maggioranza. Secondo l’accusa, Xie aveva maturato risentimento verso i parenti e aveva pianificato l’attacco; l’esatta origine della strage non era però indispensabile per stabilire la responsabilità penale.

Il 13 febbraio 2017 la giudice Elizabeth Fullerton definì i delitti appartenenti alla categoria più grave e inflisse a Xie cinque ergastoli senza possibilità di libertà condizionale.

Nel 2021 la Corte d’appello penale respinse le contestazioni riguardanti il DNA, la condotta della difesa e le istruzioni impartite alla giuria, concludendo che non si era verificato un errore giudiziario. La condanna di Robert Xie resta pertanto valida.

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ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2026 10:12

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