La numero uno della Bance Centrale Europea, Christine Lagarde, ha aperto ad un addio dal suo ruolo prima della fine del mandato.
Christine Lagarde apre alla possibilità di lasciare in anticipo la guida della Banca Centrale Europea per prendere parte al dibattito politico in vista delle prossime elezioni presidenziali francesi. L’attuale presidente della BCE, il cui mandato terminerà nell’ottobre del 2027, ha affrontato il tema in un’intervista rilasciata al quotidiano economico-finanziario francese Les Echos andando ad alimentare le voci già arrivate mesi fa.

Lagarde e Bce: la situazione in vista del futuro
L’ipotesi di un addio anticipato non è del tutto nuova. Già tre mesi fa il Financial Times aveva riferito della possibilità che Lagarde potesse lasciare l’incarico prima della conclusione del mandato, proprio in vista dell’appuntamento elettorale in Francia.
Nell’intervista, Lagarde ha tuttavia sottolineato che, nell’attuale contesto internazionale, il suo posto resta alla guida della BCE. La presidente ha spiegato che, in una fase caratterizzata da forti tensioni e dalle conseguenze della guerra in Medio Oriente, “il capitano della nave della BCE deve rimanere a bordo”, evidenziando la necessità di garantire continuità e stabilità all’istituzione monetaria europea.
Il possibile addio anticipato
Alla domanda su un’eventuale partenza anticipata nel caso in cui la situazione internazionale dovesse diventare meno critica e con un occhio alle future elezioni in Francia, Lagarde non ha escluso questa possibilità . “È possibile“, ha dichiarato, spiegando di ritenere importante che “una voce europea” trovi spazio nel confronto politico che accompagnerà la corsa all’Eliseo.
Secondo la presidente della BCE, qualora il dibattito presidenziale dovesse proporre una visione limitata o riduttiva del ruolo della Francia all’interno dell’Europa, sarebbe necessario intervenire per chiarire le conseguenze di tale impostazione. Lagarde ha infatti avvertito che una simile prospettiva rischierebbe di condurre il Paese e i suoi cittadini lungo un percorso che ha definito “doloroso”, ribadendo così la centralità del progetto europeo nel futuro della Francia.