L’Aiea annuncia che l’Iran ha iniziato la produzione di uranio arricchito al 60%. La condanna dei paesi europei.

La denuncia arriva dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). L’Iran ha iniziato a produrre l’uranio arricchito al 60% nel suo impianto di Fordow in reazione alla risoluzione dell’Agenzia sulla mancata collaborazione di Teheran sull’indagine delle tracce di uranio in tre siti non dichiarati. Nel sito l’Iran produce uranio UF6 con un livello di arricchimento del 60%. Anche nel sito di Shahid Ahmadi Roshan a Natanz l’arricchimento continua allo stesso livello.

Appena giunta la notizia arriva la condanna dei governi di Londra, Parigi e Berlino che commentano l’espansione del programma nucleare iraniano una “sfida al sistema globale di non proliferazione” e sostengono che questa scelta non ha “alcuna giustificazione civile credibile”.

cartina, mappa Iran
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La preoccupazione dell’Occidente per l’escalation iraniana

Con questa decisione, “l’Iran ha compiuto ulteriori passi significativi nello svuotamento del JCPoA” (l’acronimo con cui è indicato l’accordo sul nucleare del 2015) hanno ribadito i governi europei. L’accordo prevedeva la revoca delle sanzioni affinché Teheran non si dotasse dell’atomica. Ma il ritiro degli Usa dall’accordo nel 2018 e il ripristino delle sanzioni ha capovolto la situazione. “Profonda preoccupazione” per questo avanzamento anche da parte di Washington.

I tre paesi europei, i cosiddetti E3, ribadiscono che questa escalation come reazione alla risoluzione dell’Aiea “che chiede la cooperazione dell’Iran in materia di salvaguardia è inaccettabile” e ricordano che l’Iran è legalmente obbligato ai sensi del Trattato di non proliferazione ad attuare pienamente l’accordo di salvaguardia”. La soglia fissata dall’accordo è 3,67% e il 60% è una cifra che supera di gran lunga quella pattuita tra Iran e Occidente. L’Aiea vuole intensificare la sua attività di verifica.

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ultimo aggiornamento: 23-11-2022


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