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Littizzetto: letterina dopo fatture svizzere a vittime Crans-Montana
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Littizzetto durissima: la letterina dopo le fatture svizzere alle vittime di Crans-Montana

la comica Luciana Littizzetto

Parole forti e impattanti di Luciana Littizzetto per argomentare una situazione legata alla strage di Crans-Montana.

La strage di Capodanno a Le Constellation di Crans-Montana continua a far parlare. Dopo il caso delle fatture mandate dalla Svizzera alle famiglie delle vittime della tragedia, si sono moltiplicati i pareri sull’argomento. Anche Luciana Littizzetto, nel suo consueto appuntamento a ‘Che Tempo Che Fa’ sul Nove con la sua letterina, non ha potuto fare a meno di parlarne e di utilizzare parole durissime.

Luciana Littizzetto con la mano alzata a Che Tempo Che Fa
Luciana Littizzetto – newsmondo.it

Luciana Littizzetto: le fatture svizzere dopo strage Crans-Montana

Una letterina destinata far parlare e a rimanere, probabilmente, tra le più sentite di sempre. Stiamo parlando della missiva di Luciana Littizzetto a ‘Che Tempo Che Fa’ che ha voluto dire la sua, senza mezzi termini, sulla Svizzera, dopo l’invio, ancora rimasto “un giallo”, delle fatture per le spese mediche alle vittime della strage di Capodanno di Crans-Montana avvenuta a Le Constellation.

La comica, dopo aver descritto gli aspetti positivi della Svizzera, ha fatto emergere la “cantonata” presa dal Paese in merito alla tragedia che ha visto morire decine di ragazzi. “[…] Hai chiesto soldi per le cure e i ricoveri dei ragazzi ustionati a Crans-Montana. Ci hai spiegato, cara svizzera, che il tuo sistema sanitario non ragiona come il nostro e che questa è la tua legge”.

E ancora: “In Svizzera la legge va rispettata sempre, quindi bisogna pagare. Giusto. Ma la legge dice anche che la sicurezza delle discoteche va controllata e voi svizzeri non l’avete fatto. La legge dice che va verificata la capienza dei locali e voi non l’avete fatto. La legge dice che le discoteche vanno costruite con materiali ignifughi e i vostri non lo erano. E infine la legge dice anche che l’uscita di sicurezza deve essere agibile e non sbarrata per non far entrare gli abusivi”.

“E come facciamo allora? La legge è legge solo quando fa comodo a te? Essere i primi della classe significa esserlo sempre, non solo quando c’è da prendersi elogi, ma anche quando tocca assumersi delle responsabilità. Qui non si parla di uno sciatore maldestro che dà una craniata a un abete e poi scopre che all’ospedale svizzero il cerotto costa un botto. Qui parliamo di giovani travolti da un incendio in un locale che stava lì, da te, sotto il tuo cielo ordinatissimo, dentro il tuo sistema di controlli che immaginavamo ‘svizzero’ appunto, rigoroso, minuzioso, ossessivo”, ha aggiunto ancora la Littizzetto nella sua letterina.

La richiesta di “decenza”

La comica ha proseguito nel suo momento: “Ci aspettavamo da te un gesto di pudore, pudore istituzionale, perfino di imbarazzo. E invece no, spuntano le fatture. Il dramma da te non fa in tempo a finire che entra in contabilità”. “Cara Svizzera, ti abbiamo sempre guardata come si guarda la cugina figa e impeccabile, quella che non sbaglia mai un congiuntivo, che non parcheggia mai in doppia fila, che ha sempre l’Iban emotivamente in ordine. Noi, rumorosi, teatrali e approssimativi, tu precisa, discreta, irreprensibile. Ma ci siamo sbagliati”.

La Littizzetto ha continuano nella letterina a ‘Che Tempo Che Fa‘: “Ma almeno davanti a una strage… risparmiaci il modulo da compilare e il bollettino da saldare. Anche perché se a chiedere un risarcimento dovessero essere le famiglie di quei ragazzi ustionati o che non sono più tornati a casa, non basterebbero tutti i ca..o di soldi che hai e che conservi nelle tue banche“.

“A sto giro il tuo compito, cara Svizzera, è di non essere neutrale, almeno per una volta, ma di essere di parte, dalla parte di quei ragazzi e delle loro famiglie. Perché ci sono momenti in cui un Paese, più che l’efficienza, deve avere la decenza“.

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ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2026 13:02

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