Messaggio forte, chiaro e recapitato a due precisi destinatari: Luciana Littizzetto ha preso una posizione netta nella sua ultima letterina.
Dopo il simpatico siparietto con il premier spagnolo Sanchez, Luciana Littizzetto è tornata ad essere protagonista con la sua consueta letterina a ‘Che Tempo Che Fa’ sul Nove con Fabio Fazio. La comica torinese ha optato per prendere una netta posizione in merito ad alcuni casi avvenuti nelle ultime settimane e che hanno coinvolto Bruno Vespa e Ignazio La Russa, alle prese rispettivamente con un confronto poco elegante con due donne.

Luciana Littizzetto: la letterina a ‘Che Tempo Che Fa’
Un monologo senza sconti, tra ironia e accuse dirette al maschilismo e alla presunzione di chi pretende di spiegare alle donne come interpretare la realtà. Luciana Littizzetto ha scelto la puntata di ‘Che Tempo Che Fa’ di domenica 1° novembre 2026 per affrontare il tema del mansplaining, prendendo spunto da due episodi recenti che hanno fatto discutere: il confronto tra Bruno Vespa e la giovane Sabrina Brizzola e le parole di Ignazio La Russa nei confronti della storica Michela Ponzani.
L’affondo a Bruno Vespa
La comica torinese ha aperto il suo intervento con un messaggio provocatorio rivolto al cosiddetto maschio boomerone: “Caro maschio boomerone, uomo agé con il lungo pelo che sbuca dal naso… che oltre ai cromosomi X e Y hai anche quello S, ‘so tutto io’. Creatura salita nella scala evolutiva che da homo sapiens si è trasformato in homo saccentes”.
Poi ha attaccato il tono paternalistico di chi si rivolge alle donne come se non fossero in grado di comprendere autonomamente: “Tu che ti avvicini e mi dici ‘adesso ti spiego’ o ‘forse non hai capito’ sai dove puoi infilarti il tono paternalistico di chi vuole spiegarti il mondo? Ecco, allora sei intelligente. Partiamo dalle basi: il problema non è chi spiega perché sa di più, ma quel tono di esperto della vita con cui vi hanno accordato le corde vocali da Adamo in poi. […]”.
Nel mirino è finito Bruno Vespa, 82 anni, per quanto accaduto recentemente a ‘Porta a Porta’ con Sabrina Brizzola, studentessa di 24 anni. “Una donna di 24 anni può dire una cosa sbagliata, certo, anche una di 60. Anche un uomo di 82, pensa. La ca**ata è democratica però se sbaglia un dato correggi il dato, non trasformare lo studio in un esame di maturità con il presidente di commissione”.
Littizzetto, senza mai nominare il giornalista e conduttore, ha quindi spiegato cosa intende per patriarcato: “Perché il patriarcato non è solo comandarci in una stanza ma è l’arroganza di spiegarci persino com’è fatta la stanza e la supponenza di volerci spiegare meglio una cosa come se non l’avessimo capita mentre invece l’abbiamo capita benissimo ma non siamo d’accordo”.
La frecciata a La Russa e la chìosa omaggio
Un’altra stoccata è stata riservata a Ignazio La Russa dopo le sue parole su Michela Ponzani: “Non chiamarmi ‘signora’ o ‘signorina’ perché ha ragione la Bertè ‘non sono una signora’. Se indosso il camice, sono una dottoressa. Se indosso una divisa, sono una poliziotta. Se parlo dalla Gruber (Lilli, ndr) e insegno storia non sono una signora, ma una storia”.
In chiusura, il ricordo di Michela Murgia e del suo libro ‘Stai Zitta’: “Quindi questa letterina, caro maschio Alfa, l’ho scritta io ma accanto a me c’era un’amica che mi manca molto. Un’amica che ha scritto un libro che si chiama ‘Stai Zitta’ e che è stata capace di farci vedere le nostre catene quando ancora pensavamo fossero bigiotteria. Non ti dico chi è perché so che già sai tutto. Comunque, grazie al cielo, Michela non è mai stata zitta. Nemmeno ora. Mi sono spiegata?”.