La Russia ha abbandonato un avamposto importante nell’Ucraina orientale occupata la città di Lyman nel Donetsk.

In gioco una sconfitta terribile, giunta proprio il giorno successivo a quello in cui Vladimir Putin ha firmato l’annessione di quattro regioni sotto il controllo delle truppe russe, a seguito a referendum organizzati nelle stesse regioni. Manovra siglata dall’Occidente come farsa illegittima. Tra le quattro regioni annesse figurava anche il Donetsk, ora riconquistato dagli ucraini.

È stato lo stesso ministero della Difesa di Mosca a confermare il ritiro delle sue forze dalla città, sostenendo comunque di aver ucciso 200 militari ucraini e distrutto 14 veicoli corazzati nelle ultime 24 ore. “A causa della minaccia di essere accerchiate, le truppe alleate si sono ritirate dall’insediamento di Krasny Lyman su linee più favorevoli. Nonostante le perdite subite, avendo una superiorità significativa di forze e di mezzi il nemico continua la sua offensiva”, ha dichiarato il portavoce.

bombardamenti guerra ucraina
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La dichiarazione del portavoce

La dichiarazione ha epilogato le lunghe ore di silenzio ufficiale da parte di Mosca, dopo che l’Ucraina aveva prima affermato di aver circondato migliaia di truppe russe nell’area e poi che le sue forze si trovavano all’interno della torre di Lyman.

La dichiarazione del ministero della Difesa russo non ha fatto cenno all’accerchiamento delle sue truppe, differendo completamente dalla versione degli eventi dell’Ucraina. “Il raggruppamento russo nella zona di Lyman è circondato”, aveva dichiarato poco prima Serhii Cherevatyi, portavoce delle forze orientali ucraine, affermando che Mosca aveva circa 5mila soldati nella città. Sempre questo poi nel tardo pomeriggio ha confermato che i militari di Kiev erano entrati. “Siamo già a Lyman, ma ci sono battaglie”, ha affermato.

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ultimo aggiornamento: 02-10-2022


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