Luigi Di Maio prende le distanze dal Pd: “A livello nazionale non è un’alleanza, ma un governo che mette insieme i voti”.

La coperta è corta per Luigi Di Maio, che prova ora a girare le spalle al Pd per provare a placare le polemiche nate all’interno del Movimento 5 Stelle.

Il Movimento 5 Stelle corre da solo

Dopo aver assecondato i dem per le elezioni in Umbria, il leader del Movimento 5 Stelle è intenzionato a correre da solo in Emilia Romagna. Ma come detto la coperta è corta. Se da una parte la decisione sembra tranquillizzare un’ala del M5S dall’altra sembra agitare i dem e il premier Giuseppe Conte. Anche perché Luigi Di Maio ha detto e ribadito di non voler trasformare il patto con il Pd in un’alleanza organica. Un passaggio che al Nazareno vedono come necessario per andare avanti anche a livello nazionale.

Luigi Di Maio e Giuseppe Conte
Fonte foto: https://www.facebook.com/LuigiDiMaio

Luigi Di Maio volta le spalle al Pd: “A livello nazionale non è un’alleanza, ma un governo che mette insieme i voti”

A livello nazionale non è un’alleanza, ma un governo che mette insieme i voti perché non abbiamo raggiunto il 51 per cento dei consensi“, ha dichiarato Di Maio prendendo le distanze dal Partito democratico. Non c’è nessuna menzione a un progetto ideologico condiviso, non si parla di futuro. La riflessione è molto più banale se vogliamo. Per governare avevamo bisogno di una stampella, questa stampella dopo il passo indietro di Salvini l’abbiamo trovata nel Pd.

Luigi Di Maio
Fonte foto: https://www.facebook.com/pg/LuigiDiMaio

Zingaretti tentenna, l’esperimento di governo va verso il fallimento

E questa visione non è proprio il massimo per Nicola Zingaretti. Il Segretario del Partito democratico non vuole tornare al voto ma è consapevole del fatto che l’atteggiamento in qualche modo ostile del Movimento 5 Stelle sta favorendo Salvini. E tirare troppo la corda potrebbe essere deleterio per tutti.

La visione di Zingaretti sta prendendo piede ai piani alti del partito, dove molti danno per fallito l’esperimento di governo e hanno iniziato a consultare il calendario cerchiando la data del possibile ribaltone. Paradossalmente ad oggi il governo è in piedi per due crisi. La manovra, che deve superare l’esame della Camera, e l’Ilva, che inchioda i ministri alle proprie scrivanie nel tentativo di evitare una catastrofe.

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ultimo aggiornamento: 09-11-2019


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