Macron ha suggerito un metodo a cui potrebbe ricorrere l’UE per investire in difesa e intelligenza artificiale.
Dopo essere stato “incalzato” da Salvini, Macron è tornato sotto le luci dei riflettori con una lunga dichiarazione. Come riportato da Sky Tg 24 e molti altri quotidiani, il presidente francese ha reso nota quella che può essere definita come la sua dottrina economica europea.
Il presidente della Francia ha infatti parlato di una proposta che vedrà la luce nei prossimi mesi. Tutto è nato dalla possibile minaccia rappresentata dalla Cina, presumibilmente in grado di “spazzare via” proprio l’Europa.

Le parole di Macron
Queste, le parole del presidente francese: “L’Europa è nei fatti il fattore di aggiustamento del resto del mondo. La domanda è se siamo capaci di diventare una potenza, sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico“.
Da qui, la proposta: “Oggi, abbiamo tre battaglia da condurre, nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell’intelligenza artificiale e nel quantico. In tutti questi settori investiamo molto meno rispetto a Cina e Stati Uniti. Se l’Unione Europea non fa nulla nei prossimi 3-5 anni, sarà spazzata via da questi settori. E quest’investimento, se vogliamo che preservi il mercato interno, che non lo frammenti ancora un po’ di più, non dobbiamo rigettarlo sulle nazioni. Deve essere un investimento congiunto“.
Poi, la precisazione: “Mario Draghi stimava in 800 miliardi di euro all’anno i bisogni di investimenti pubblici e privati nelle tecnologie verdi e digitali. Se aggiungiamo la difesa e la sicurezza, arriviamo circa a 1.200 miliardi di euro all’anno“.
Il presidente francese sul fronte industriale
Sul progetto dell’aereo da combattimento franco-tedesco, Macron ha dichiarato: “È un buon progetto. E non ho nessuna comunicazione tedesca sul fatto che non si tratti di un buon progetto. Quanto gli industriali cercano di rinunciare alle sinergie, è una cosa, ma non sta a noi difenderla. Ne riparleremo con il cancelliere Friedrich Merz. Da parte mia, ritengo che le cose debbano procedere. E allo stesso modo sul carro armato da combattimento. Se per caso il partner tedesco rimettesse in discussione l’aereo comune saremmo costretti a rimettere in discussione anche il carro armato“.