Riguardo il caso di madre e figlia avvelenate con ricina, il sequestro di un telefono ha permesso di accedere a numerosi dati utili.
Dopo aver scoperto cosa avessero mangiato madre e figlia avvelenate con ricina, è stato percorso un altro passo in avanti relativo a questa vicenda. Infatti, come riporta Leggo, il telefono di proprietà della sorella sopravvissuta è stato sottoposto a sequestro.
La notizia in questione è stata resa nota durante la trasmissione “Chi l’ha visto?” in onda su Rai 3. L’avvocato del principale sospettato, ha inoltre rivelato come la prossima settimana si terrà un accertamento irrepetibile proprio sul dispositivo in questione.

Madre e figlia avvelenate con ricina: telefono sequestrato
La Procura ha recentemente disposto il sequestro della sorella sopravvissuta. Il provvedimento in questione, rientra nell’indagine effettuata parallelamente sui medici. Infatti, la sorella in questione risulta essere parte offesa nelle carte dell’indagine.
La data in cui il materiale presente all’interno dello smartphone verrà esaminato con cura è il 28 aprile. Nel giorno fissato, passeranno infatti al vaglio le chat, le note, la navigazione e le ricerche web, i dati sulla posizione, email e profili social.
Il periodo che verrà preso in considerazione, è quello che va dal mese di dicembre ai giorni attuali. Lo scopo di questo accertamento, è quello di passare al vaglio le comunicazioni tra i familiari avvenute poche ore prima dei decessi.
Il contenuto del telefono
All’interno delle note del telefono, sarebbero presenti delle note riguardanti i pasti consumati dalla famiglia tra il 22 e il 25 dicembre. Verrà inoltre acquisita la cronologia delle navigazioni effettuate in rete, così come la posizione del telefono.
L’avvocato incaricato, ha dichiarato ciò ad Adnkronos: “Alice ha consegnato il suo telefono volontariamente e senza alcun problema, lei nell’inchiesta sui medici è parte offesa e, siccome durante la fase del ricovero della madre e della sorella, era il punto di collegamento tra familiari e sanitari, probabilmente gli inquirenti vorranno acquisire ogni informazione utile alle loro indagini“.