La teoria sull’avvelenamento di madre e figlia con la ricina. Il metodo utilizzato e il decesso “on-off” delle due donne.
Continuano le indagini in merito a madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Dopo le rivelazioni in merito a delle flebo fatte dalle due donne in casa, ecco un altro dettaglio che sarebbe emerso dalle indagini. Chi sta analizzando il caso avrebbe parlato di una morte “on-off” ma soprattutto della possibilità che il veleno sia stato sciolto nell’acqua.

Madre e figlia avvelenate con la ricina: la morte “on-off”
Come riportato dal Corriere della Sera, l’inchiesta per duplice omicidio premeditato relativo al caso di madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso, punta a chiarire come sia stata assunta la sostanza velenosa. Una sostanza incolore e inodore che avrebbe agito in modo letale sulle due donne causandone un decesso definito “on-off”.
Infatti, come spiegato dagli esperti, l’effetto dell’avvelenamento della ricina è questo: “un interruttore che d’improvviso si spegne” e che toglie la vita, annientando le “centrali energetiche” delle cellule. Tutto ciò tra le 48 e 72 ore dopo aver ingerito il veleno.
Il metodo usato e l’utilizzo dell’acqua
Stando alle informazioni trapelate, il sospetto degli inquirenti e della Squadra Mobile poggia sulle evidenze scientifiche emerse dal Centro antiveleni di Pavia. In particolare sul metodo che sarebbe stato usato per avvelenare le due donne. Gli esperti della Fondazione Maugeri, dopo aver analizzato oltre 1.200 agenti tossici, hanno confermato la positività alla ricina per madre e figlia che potrebbe essere stata sciolta nell’acqua.
Secondo gli esperti, infatti, se la sostanza fosse stata inserita in cibi cotti, il calore sopra gli 80° l’avrebbe neutralizzata. Esclusa anche la pista dell’ingestione accidentale dei semi di ricino, definiti “disgustosi al palato” e così anche quella dell’inalazione, poiché i sintomi riscontrati non coincidono con quelli polmonari. Da qui, quindi, la pista dello scioglimento dell’acqua, ritenuta la più attendibile.