Continuano le indagini sul caso di Pietracatella, con madre e figlia avvelenate con la ricina e uccise. L’ultima vergogna in paese.
Stanno andando avanti le operazioni delle forze dell’ordine per fare luce sul caso di madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Dopo l’ipotesi legata alla presenza del killer al funerale di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ecco un’altra situazione controversa che sta generando non poco clamore in paese e non solo.

Madre e figlia avvelenate con la ricina: i libri sul delitto
A Pietracatella la pubblicazione di tre libri dedicati alla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, quindicenne, sta dividendo il paese. Le due donne erano state avvelenate con la ricina nel dicembre 2025 e, a oltre dieci mesi dalla tragedia, l’inchiesta per duplice omicidio coordinata dalla Procura di Larino non ha ancora individuato una svolta. In questo clima, l’uscita dei volumi ha provocato una reazione indignata da parte di numerosi residenti.
Sui gruppi social del piccolo comune molisano, che conta poco più di mille abitanti, sono comparsi inviti a non acquistare le pubblicazioni. “Non comprateli. Vergogna, sciacalli che lucrano sulle disgrazie altrui», è uno dei messaggi condivisi online. Non mancano gli insulti agli autori, accusati di voler guadagnare sulla tragedia. Particolarmente contestato è il titolo scelto da Agostino Rocco, direttore della biblioteca provinciale di Isernia, per il suo volume: ‘L’assassino di Pietracatella’.
Rocco ha replicato alle critiche attraverso una lettera aperta ai cittadini. “Mi accusate di aver scritto dei fatti di Pietracatella per soldi e gloria. Non ne ho bisogno”, ha dichiarato, spiegando le ragioni del proprio lavoro: “Ho scritto perché se non fissi i fatti mentre accadono resta solo il rumore. E di rumore a Pietracatella, definito paese omertoso, ne abbiamo fin troppo”.
Le polemiche sugli altri due libri
Gli altri due libri sono ‘Uno di noi. Il giallo di Pietracatella. Il beneficio del dubbio’, firmato dall’avvocato Francesco Mancini, e ‘Pietracatella. Il veleno dentro casa’, scritto dal criminologo Aldo Di Giacomo. Si tratta di tre ricostruzioni differenti, nessuna delle quali indica un responsabile. Fuori dal Molise, intanto, l’interesse è significativo: centinaia di copie risultano ordinate su Amazon e nelle librerie i volumi sarebbero già esauriti.
Come procedono le indagini
Sul fronte giudiziario stanno, invece, proseguendo gli accertamenti informatici, compresi quelli sulle ricerche online riguardanti la ricina. Gli investigatori stanno inoltre approfondendo alcuni messaggi anonimi pubblicati su Reddit. Secondo indiscrezioni, sarebbe stata richiesta la collaborazione dell’Fbi, circostanza non confermata dalla Procura.
Non è stato accertato alcun legame tra quei contenuti e i decessi. Attesi anche i risultati degli esami sui reperti affidati agli esperti del Robert Koch Institute di Berlino. Infine, una donna vicina a Gianni Di Vita, impegnata in politica, è stata ascoltata ieri in audizione protetta negli uffici della Procura di Larino.