Filtra delusione per Marina Berlusconi dopo il Referendum Giustizia. La comunicazione con Meloni e Tajani e il “tradimento”.
Non è certo un segreto che Marina Berlusconi contasse molto sul Referendum Giustizia e sulla vittoria del “sì”. Ecco perché con il successo del “no”, filtra grande delusione nell’ambiente vicino alla figlia del compianto Silvio Berlusconi. Un’amarezza che pare che la donna abbia palesato anche con alcuni contatti alla Premier Meloni e al vicepremier Tajani. A rammaricare maggiormente la numero uno di Fininvest, anche il “tradimento” ad Arcore, in termini di voti.

Marina Berlusconi sente Meloni e Tajani dopo Referendum
Nessun commento ufficiale ma sarebbe trapelata delusione, da parte di Marina Berlusconi, per l’esito del Referendum sulla Giustizia con la vittoria del “No”. Secondo quanto si apprende, a detta di chi ha avuto modo di sentire nelle ultime ore la presidente di Fininvest, dopo l’esito della consultazione, la stessa figlia del compianto Cavaliere avrebbe espresso il suo rammarico per la mancata affermazione del “Sì” e in generale sull’affermazione della riforma voluta dal padre.
Repubblica racconta anche del contatto tra Marina e la Premier Meloni, così come di quello verso Tajani, leader di Forza Italia. In questa ottica, va detto, non sembra esserci nessuna responsabilità nei confronti del capo di partito che si è impegnato in prima persona per il “Sì”. Nessun processo, quindi, ma solo la convinzione che si sia persa un’occasione.
Il “tradimento” ad Arcore: il dato
A rendere ancora più amara e beffarda la sconfitta del “Sì” al Referendum è un dato che Marina Berlusconi, certamente, avrà creato non poco fastidio. Il “No” al Referendum ha vinto, seppur di misura, anche ad Arcore. Per soli 47 voti, infatti, i 9.305 votanti, il 67,33% degli aventi diritto, hanno bocciato la riforma a lungo sostenuta proprio da Silvio Berlusconi. Nello specifico, infatti, ad Arcore il “No” ha prevalso con il 50,25%, ovvero 4.657 voti contro i 4.610 “Sì”.