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Mario Roggero in carcere: le parole su Mattarella e la grazia
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Mario Roggero si costituisce in carcere: “Mattarella? Ha graziato scafista e Minetti…”

una foto del carcere di Bollate a Milano

Le parole di Mario Roggero al momento dell’ingresso presso il carcere di Bollate dopo la condanna a 14 anni e 9 mesi.

Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per l’uccisione di due rapinatori, si è presentato nel pomeriggio alle 16.40 al carcere di Bollate per costituirsi. L’ordine di carcerazione era arrivato nella giornata odierna di venerdì 17 luglio alla Procura di Asti.

guardia carcere chiavi cella

Mario Roggero si costituisce in carcere: le parole

Prima di entrare nell’istituto penitenziario, Roggero ha risposto alle domande dei numerosi giornalisti presenti. Interpellato sul fatto se fosse pentito di quanto accaduto, ha dichiarato di esserlo “con il senno di poi”, aggiungendo però che “bisogna trovarsi in quelle situazioni”. Ha poi rivolto un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affermando che si aspetterebbe un provvedimento di grazia. A sostegno della sua richiesta ha ricordato altri casi di grazia concessi in passato, sostenendo che il Capo dello Stato “dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e poi vedere”. Il riferimento è stato alle grazie concesse ad uno scafista e a Nicole Minetti.

Alla domanda su come si sentisse dopo la condanna definitiva, il gioielliere ha risposto: “All’ergastolo”, definendo la pena ricevuta come “il massimo per i delinquenti” e sostenendo che una simile decisione rischi di favorire chi commette rapine e furti.

La delusione verso la Giustizia

Roggero ha inoltre espresso una forte delusione nei confronti della giustizia italiana, annunciando l’intenzione di proseguire la propria battaglia davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Ripensando ai fatti di quattro anni prima, ha ricordato la paura provata quando gli venne puntata contro una pistola. Tornando sul tema del pentimento, ha ribadito che il giudizio cambia “col senno di poi”, ma che occorre trovarsi in quelle circostanze per comprenderle davvero.

“Sono profondamente deluso dalla giustizia italiana. Ma ora passo il testimone a tutti gli italiani che effettivamente porteranno avanti la mia battaglia. Andremo davanti alla corte europea dei diritti dell’uomo e vedremo”, le sue parole riprese dal Corriere della Sera.

Infine ha spiegato che durante la permanenza in carcere intende dedicarsi allo studio, alla lettura e all’apprendimento della lingua inglese. Poco dopo, due agenti della polizia penitenziaria lo hanno accompagnato all’interno del carcere.

Prima dell’ingresso, in lacrime, ha salutato e abbracciato i familiari. Ad accompagnarlo fino all’ultimo momento c’era anche la moglie che nelle ore precedenti aveva ufficialmente inoltrato la richiesta di grazia.

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ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2026 17:40

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