Ormai da diverse settimane si è scatenato un vero e proprio caso nella Rai. Protagonista, sotto ogni punto di vista, Lele Adani.
Da quando è iniziato il Mondiale di calcio, ma anche in passato, i commenti di Lele Adani e i suoi comportamenti durante le telecronache in Rai delle partite hanno fatto discutere generando forti polemiche da parte dei telespettatori. Secondo parecchi, nella tv di Stato non dovrebbe esserci spazio per esagerazioni e situazioni al limite. Di questo e non solo ha parlato Amedeo Goria che per anni ha lavorato, appunto, in Rai.

Il caso Lele Adani in Rai: parla Amedeo Goria
Intervistato da Fanpage.it, Amedeo Goria, storico giornalista Rai, ha commentato il caso Adani e le lamentele arrivate per le telecronache eccessive. A precisa domanda, Goria ha risposto: “Se aprirei una riflessione in caso di lamentele fossi la Rai? È un bel discorso. Devo dire che all’inizio anch’io ero piuttosto perplesso da Adani, lo trovavo a volte esagerato. Poi però ho fatto una riflessione diversa: il mondo è cambiato, il calcio è cambiato. È diventato uno show business, un grande spettacolo dove tutti cercano di guadagnare e tutto viene dilatato. Perfino gli intervalli si allungano per fare spettacolo. Anche il concetto di servizio pubblico ormai è cambiato”.
Neppure il fatto che la Rai sia un servizio pagato col canone sembra smuovere Goria: “Sì, ma oggi ci sciacquiamo la bocca con questi concetti. Se uno non vuole vedere quella telecronaca, toglie l’audio oppure cambia piattaforma. Il canone poi è obbligatorio perché arriva in bolletta. È un altro mondo”.
Spettacolo e guadagni: il mondo cambiato
Goria ha quindi fornito ulteriori elementi per proseguire il suo concetto di un mondo sportivo e della comunicazione cambiati notevolemente rispetto a prima: “Se arrivano tante critiche va benissimo. Oggi fanno parte del gioco della comunicazione. Se nessuno ti critica, quasi non esisti. Adani crea attenzione, crea rumore mediatico. È un personaggio”.
Su Adani ancora: “Si è costruito un personaggio, un lavoro e anche un guadagno. […] Oggi, purtroppo o per fortuna, se non urli non ti nota nessuno“.