Massacrato a martellate per un debito: il corpo ritrovato dopo mesi
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Massacrato a martellate per un debito: il corpo ritrovato dopo mesi

Massacrato a martellate per un debito: il corpo ritrovato dopo mesi

E’ stato lo stesso assassino a confessare di aver ucciso Massimo Lodeserto: dietro l’omicidio, un pericoloso triangolo amoroso.

Era stato dato per disperso ormai da mesi, esattamente dallo scorso 30 agosto. Dopo assidue ricerche, solo ieri lunedì 4 dicembre sarebbe stato trovato il cadavere di Massimo Lodeserto, 58enne, abbandonato in una cantina dello stabile di via San Massimo, a Torino. Dietro il delitto si nascondo inquietanti dettagli.

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uomo morto, cadavere a terra

La scomparsa di Massimo Lodeserto

A denunciare la scomparsa di Massimo Lodeserto era stato suo fratello Giacomo, lo scorso 3 settembre, descrivendolo come un uomo tranquillo, “con qualche difficoltà economica e con il lavoro, come tutti”. Il 58enne, reduce da un periodo in carcere per furto e appropriazione indebita, aveva deciso di lasciarsi il passato alle spalle.

L’uomo era scomparso da cinque giorni, ma nonostante tutto la famiglia aveva sperato in un allontanamento volontario, senza mai immaginare la verità uscita a galla oggi. Dopo oltre due mesi, gli investigatori comunicano la tragica notizia.

Il ritrovamento del cadavere

Nella giornata di ieri, lunedì 4 dicembre, i carabinieri hanno trovato il corpo di Massimo Lodeserto in una cantina di un palazzo popolare di via San Massimo, al civico 33. Nascosto sotto masserizie di ogni genere, è stato facile nascondere l’odore del cadavere in putrefazione.

Sul corpo sono state rinvenute evidenti ferite: il 58enne è stato ucciso a martellate, e ad essere stato arrestato per il suo omicidio è Nino Capaldo, 57enne di Frattamaggiore (Napoli), che si trovava ai domiciliari per un omicidio commesso a Mondragone, in provincia di Caserta, nel 2014.

Ucciso per un debito: la verità del triangolo amoroso

L’ho ucciso per un debito. L’ho colpito con un martello che poi ho custodito in casa”, confessa Nino agli inquirenti. Ma quale sarebbe stato il movente che ha portato alla morte brutale di Massimo Lodeserto?

Nel caso sarebbe coinvolta anche una donna, la compagna di Massimo, che in estate avrebbe iniziato una relazione clandestina con Nino Capaldo. Al 57enne la donna ha confidato dei 100mila euro che la vittima avrebbe preso da un’attività che gestivano insieme.

Da quel giorno Capaldo ha iniziato a perseguitare Massimo chiedendo quella somma, fino al 30 agosto scorso, quando il 57enne gli ha teso una trappola che ha portato al suo omicidio.

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ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2023 18:47

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