In un’intervista a Il Sole 24 Ore, Matteo Renzi sollecita l’Unione Europea a reagire con forza ai dazi imposti dagli Stati Uniti.
Il panorama internazionale è stato scosso dall’annuncio dell’amministrazione Trump di nuovi dazi contro le esportazioni europee, colpendo direttamente settori strategici dell’economia italiana. L’effetto immediato è stato un’ondata di incertezza nei mercati, con borse in caduta e timori per la tenuta del made in Italy. In questo clima teso, è tornata a farsi sentire la voce di Matteo Renzi, intervistato da Il Sole 24 Ore il 4 aprile 2025.

Renzi: «Ora da Ue risposta forte: contromisure e via la burocrazia»
Renzi ha espresso con fermezza la sua posizione sulla mossa della Casa Bianca: «Un autogol per i consumatori. Un disastro per i risparmiatori che vedono le borse crollare. E la dimostrazione che i sovranisti fanno male all’Italia». L’ex premier non ha risparmiato critiche nemmeno a chi in Italia, secondo lui, sottovaluta la gravità dell’accaduto: «I dazi sono una guerra commerciale. Dobbiamo reagire noi europei, al nostro interno e al nostro esterno».
Nel suo intervento, Renzi ha identificato due direttrici fondamentali per una risposta efficace da parte dell’Unione Europea. La prima è di carattere interno: «L’Europa deve ridurre la burocrazia, semplificare, cancellare gli obblighi assurdi che indeboliscono la nostra competitività: gli obblighi burocratici sono dazi che ci siamo imposti da soli». La seconda riguarda la politica commerciale: «Chi dice non apriamo una guerra commerciale con Trump ignora una semplice verità. La guerra è già in atto e hanno cominciato loro».
Renzi è netto anche sul ruolo dell’attuale governo italiano: «Meloni è molto brava a comunicare, totalmente incapace di avere una linea», e rilancia la necessità di un’Europa forte e riformata. «Io sono per gli Stati Uniti d’Europa, ma non ho i paraocchi».
La richiesta: un’Europa forte, competente e meno burocratica
Il punto culminante dell’intervista arriva nelle ultime battute, dove Renzi chiede una svolta. «Se Meloni vuole cogliere l’occasione per smettere di fare l’influencer e iniziare a governare ha una grande opportunità», afferma. Secondo l’ex premier, è il momento di chiamare al governo «due persone del mondo del lavoro, delle imprese», perché «non possiamo affrontare la tempesta dei dazi con Urso e Lollobrigida. Serve il merito, non l’amichettismo».
In conclusione, la sua posizione è chiara: serve una reazione forte dell’UE, che unisca contromisure concrete contro i dazi americani a una seria revisione della macchina burocratica europea. Solo così si potrà affrontare efficacemente una crisi che rischia di compromettere la stabilità economica del continente.